Città di Castello rafforza la rete contro dipendenze e disagio psichico

Nel 2024 il SerD ha seguito 128 utenti e 29 casi di gioco d’azzardo: una regia unica per coordinare risposte e prevenzione

Città di Castello attiva un nuovo strumento operativo per affrontare una delle questioni più delicate del territorio: l’intreccio sempre più stretto fra dipendenze, disagio psichico e vulnerabilità sociale. Presso la sede comunale si è insediata ufficialmente la cabina di regia sulle dipendenze e sulla salute mentale, voluta dall’assessorato alle Politiche Sociali e formata dai referenti dei servizi sociali, dell’Arma dei Carabinieri, del Commissariato di pubblica sicurezza, della Guardia di Finanza, della Polizia Locale, del Distretto sociosanitario Alto Tevere, del Centro di Salute Mentale, del Servizio per le Dipendenze e dalla coordinatrice della Zona Sociale 1, Lorenza Scateni.

Un tavolo interistituzionale pensato per monitorare le criticità emergenti, analizzare i casi più complessi e definire linee guida e protocolli condivisi. Un luogo di confronto stabile, dove competenze diverse convergono per leggere in modo più efficace fenomeni che, negli ultimi anni, hanno assunto forme nuove e spesso di difficile intercettazione.

Calagreti: “Unire le forze è indispensabile. La situazione è cambiata profondamente”

A presiedere il primo incontro è stata l’assessora alle Politiche Sociali, Benedetta Calagreti, che ha sottolineato l’importanza di “riunire rappresentanti di diversi livelli amministrativi e professionali per garantire un’azione sinergica ed efficace, fungendo da centro decisionale e di raccordo”.

Secondo Calagreti, il tavolo nasce dalla consapevolezza che il territorio “esprime bisogni complessi che richiedono risposte complesse” e che solo una rete strutturata può evitare interventi frammentati:
“L’obiettivo è dare continuità periodica alla cabina, consolidare il collegamento tra servizi e forze dell’ordine e arrivare alla definizione di un protocollo d’intesa. Abbiamo già previsto appuntamenti mensili e la possibilità di convocare il tavolo in situazioni emergenziali”.

Durante l’incontro è emersa anche la necessità di coinvolgere il presidio ospedaliero e altri servizi di medicina territoriale, porte d’accesso fondamentali per intercettare situazioni in carico o in potenziale degenerazione:
“Chiederemo loro di far parte integrante della cabina – ha aggiunto l’assessora – perché problemi così diffusi e ramificati appartengono alla comunità e richiedono un coordinamento unitario, oltre a buone pratiche di comunicazione”.

Un quadro preoccupante: dipendenze più complesse, nuovi comportamenti a rischio

Il tema era stato affrontato anche in consiglio comunale lo scorso ottobre, quando la consigliera Luciana Bassini aveva chiesto un aggiornamento sulla situazione locale. In quell’occasione l’assessora Calagreti aveva illustrato i dati forniti dal Distretto Alto Tevere dell’Usl Umbria 1, tracciando una realtà in trasformazione.

Nel 2024 il SerD ha seguito 128 utenti nel comune di Città di Castello (24 donne e 104 uomini), di cui 95 in terapia sostitutiva. Al servizio dedicato al gioco d’azzardo patologico erano invece in carico 29 utenti. Le richieste di aiuto riguardano prevalentemente cocaina, alcol e gambling, con un numero crescente di persone poliassuntori, cioè coinvolte in più di una forma di dipendenza.

Negli ultimi tre anni il SerD ha rimodulato il proprio lavoro per rispondere a fenomeni nuovi: dipendenze comportamentali, uso problematico dei social e della tecnologia, disturbi legati al lavoro, all’immagine corporea o alla performance fisica. Una rete di fragilità che raramente si presenta isolata e che richiede un intervento integrato con Centro di Salute Mentale e servizi sociali.

Scuole, territorio e prevenzione: gli interventi del 2024

La Zona Sociale 1 ha proseguito nel 2024 un vasto lavoro di educazione e prevenzione nelle scuole. Tra i progetti attivi:
Formazione Unplugged, sulla prevenzione delle dipendenze, all’Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci di San Giustino;
Pensiamo Positivo, dedicato all’educazione socio-affettiva, nelle scuole materne e primarie di San Giustino e Città di Castello;
Yaps – Peer Education, negli istituti secondari del territorio, con studenti formati per diventare “educatori tra pari”.

Le attività delle unità di strada hanno fornito inoltre supporto diretto a persone fragili o non raggiunte dai servizi: 8 utenti seguiti per dipendenze da sostanze e 11 per gioco d’azzardo patologico, con un monte ore complessivo di oltre 650 ore di intervento sul territorio.

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