Il debutto di “Uno tra tanti – Quando il gioco d’azzardo non è libertà, ma dipendenza” ha dato il via al calendario 2026 del progetto “Più Gioco Meno Azzardo 2.0”, portando sul palco del Teatro alla Misericordia di Sansepolcro un racconto che ha intrecciato teatro di narrazione e indagine sul fenomeno dell’azzardo.
Lo spettacolo, scritto e interpretato da Marco Trotta con la collaborazione di Samantha Silvestri, affronta il tema partendo da una metafora: il gioco d’azzardo come un “superpotere”. Una costruzione narrativa che, però, si ribalta progressivamente mostrando “cosa c’è dietro la maschera del supereroe” e il confine sottile tra desiderio e perdita di controllo.
Il lavoro nasce da un percorso costruito anche sul territorio valtiberino durante la residenza artistica. “Teatro di indagine significa che siamo partiti da una base legata al tema del gioco d’azzardo e l’abbiamo integrata con le prospettive della comunità che ci ha accolto in questi giorni a Sansepolcro”, ha spiegato a margine Samantha Silvestri.
Un processo che ha portato gli autori a confrontarsi con diverse realtà locali, raccogliendo testimonianze e osservazioni utili a costruire la drammaturgia. “Abbiamo cercato di sentire diversi punti di vista”, ha raccontato Trotta, citando incontri con operatori dei servizi, gestori di attività e rappresentanti del territorio, per restituire un quadro articolato del fenomeno.
La serata del 3 aprile ha rappresentato una prova aperta al pubblico a conclusione del periodo di residenza della troupe al Teatro alla Misericordia, gestito da Kilowatt/Capotrave. Unendo arte e sensibilizzazione, ha anche rappresentato il primo appuntamento con l’edizione 2026 di “Più Gioco Meno Azzardo”.





