Baskin, una domenica di sport e comunità a Città di Castello

La tappa umbra di campionato diventa occasione di incontro e inclusione. Cesaroni: "A vincere è stata la capacità di abbattere le barriere"

Una giornata di campionato che è andata ben oltre il risultato sportivo. Domenica 25 gennaio, il parquet di Città di Castello ha ospitato una tappa del Campionato Umbro di Baskin, trasformandosi in uno spazio di incontro, partecipazione e inclusione, capace di coinvolgere atleti, istituzioni, associazioni e pubblico.

Sul piano strettamente agonistico, la giornata ha visto la Virtus Bastia imporsi su Umbertide nel match di apertura, mentre nella seconda gara il Passignano Baskin ha superato i padroni di casa del Tiferno Baskin. Risultati che hanno scandito il programma sportivo, ma che sono rimasti sullo sfondo rispetto al significato complessivo dell’iniziativa.

Il momento centrale della mattinata è stato dedicato al riconoscimento della rete che sostiene il progetto Baskin sul territorio. La Tiferno Pallacanestro ha consegnato targhe celebrative ai partner che, a vario titolo, contribuiscono alla crescita dell’attività: dalle istituzioni alle realtà sanitarie e sportive, dal mondo del commercio alle associazioni, fino alla scuola.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’Amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Luca Secondi e dall’assessore alle politiche sociali Benedetta Calagreti, oltre ad ASL, Polisport, Supermercato Gala, Farmacie Tifernati, Inner Wheel Club, Lions Club di Città di Castello, Fiori di Lillà, Matty & Co. e all’Istituto Cavallotti, coinvolto anche sul piano educativo.

Numerosa e partecipe la presenza sugli spalti, con il pubblico che ha accompagnato l’intera manifestazione sottolineando con applausi non solo le azioni di gioco, ma lo spirito stesso del Baskin: una disciplina pensata per essere realmente accessibile, capace di valorizzare ogni atleta all’interno di un contesto di squadra.

A sintetizzare il senso della giornata sono state le parole del presidente della Tiferno Pallacanestro, Marco Cesaroni, che ha ricordato come “in una giornata in cui il punteggio finale è solo un dettaglio, a vincere sia stata la capacità di abbattere le barriere”, confermando il Baskin come “una vittoria della comunità prima ancora che dello sport”.

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