Da quindici anni porta aiuto dove c’è bisogno, senza distinzione di confini o appartenenze. Altotevere senza Frontiere, associazione di volontariato nata a Città di Castello nel 2010, è oggi una realtà attiva su più fronti: dagli interventi locali di sostegno alle famiglie in difficoltà, ai progetti internazionali di cooperazione e assistenza umanitaria.
Nel tempo, i volontari hanno operato in contesti di emergenza come il terremoto dell’Aquila, l’alluvione in Emilia-Romagna e la crisi ucraina, mantenendo però sempre un forte radicamento nel territorio dell’Alta Valle del Tevere.
Abbiamo parlato con Marco Montedori, referente dell’associazione, per ripercorrere le tappe principali di questa esperienza collettiva e scoprire le iniziative in programma per il quindicesimo anniversario.
Qual è la storia dell’associazione?
“Altotevere senza Frontiere nasce nel 2010 da un gruppo di ragazzi volontari con cui avevamo fatto un progetto nel 2009: Altotevere per l’Abruzzo. Infatti, tramite varie iniziative avevamo aiutato gli sfollati del terremoto dell’Aquila. L’associazione si è poi allargata con altri progetti, sia a livello locale che nazionale ed internazionale. Ad esempio, da alcuni anni siamo presenti regolarmente alla casa di riposo Muzi Betti con l’animazione per gli anziani e, durante il periodo del Covid, gli abbiamo tenuto compagnia dal momento in cui nessuno poteva venire a trovarli. Inoltre, aiutiamo anche le famiglie in difficoltà del territorio dell’Altotevere, con raccolte cibo e vestiti. Parlando di progetti ad ampio raggio, siamo stati impegnati in Italia con varie emergenze, come ad esempio un anno fa con l’alluvione in Emilia-Romagna. A livello internazionale, invece, collaboriamo da vari anni in Kosovo con una casa accoglienza per bambini che si è trasformata, con il tempo, in un centro di formazione al lavoro per i giovani.”
Qual è stato il momento più significativo nella storia della vostra associazione?
“Ce ne sono stati tanti, sicuramente uno dei più importanti è rappresentato dalla missione in Polonia al confine con l’Ucraina poco dopo che è scoppiata la guerra. Abbiamo dato una mano in un centro di accoglienza, è stato un momento veramente forte perché stavano arrivando i profughi. Inoltre, fondamentale per noi è stata l’esperienza del terremoto in Abruzzo e, nel corso degli anni, le missioni in Kosovo, che hanno avvicinato tanti ragazzi alla nostra associazione.”
Quali iniziative avete in programma nei prossimi mesi?
“Quest’anno Altotevere senza frontiere compie 15 anni ed abbiamo in programma una cena di beneficenza che si terrà tra la fine di novembre e i primi giorni di dicembre. Probabilmente sarà una cena di beneficenza e il ricavato andrà alla popolazione palestinese. Inoltre, sta iniziando il progetto di ricostruzione della sede dell’associazione a Città di Castello, la cui inaugurazione si terrà nei primi mesi del 2026. Tra le prossime iniziative, saremo presenti alla Marcia della Pace di Assisi, alla fiera dell’Altrocioccolato con uno stand e organizzeremo altri progetti a sostegno della Palestina.”





