Referendum sulla sanità toscana: anche in Valtiberina parte la raccolta firme

L’obiettivo è superare l’accentramento e tornare ad almeno un’ASL per provincia

L’esigenza di mettere in discussione l’attuale assetto sanitario

Sono trascorsi dieci anni dal momento in cui le dodici ASL della Toscana sono state accorpate in sole tre grandi AUSL, ovvero Aziende Unità Sanitarie Locali. Il riordino, disposto tramite la L.R. n. 84 del 2015, fu voluto e approvato dal Consiglio Regionale di allora con l’intento di ottimizzare il funzionamento e l’offerta dei servizi sanitari regionali. In realtà, più che a una specifica volontà di cambiamento, la nuova organizzazione doveva rispondere a un’esigenza alquanto stringete: quella di ridurre il disavanzo del bilancio sanitario dell’anno precedente, la cui entità avrebbe addirittura potuto portare a un commissariamento della Regione. Ciò è quanto perlomeno sostiene Giuseppe Ricci, ex direttore di quella che un tempo era l’ASL di Arezzo, il quale – assieme ad altri, tra i quali Eva Giuliani e Oreste Giommoni – sta da mesi lavorando alla promozione del referendum consultivo che punta a rivedere l’attuale assetto del Servizio Sanitario Regionale.

L’idea è quella di superare il modello creato nel 2015, così da poter tornare a ripristinare le ASL che sono state accorpate ai tre grandi poli di Firenze, Pisa e Siena. Secondo i promotori, l’accentramento e la lontananza dei centri direzionali avrebbe infatti portato a disservizi che sono sotto gli occhi di tutti, a partire dalle lunghe liste di attesa. Ripristinando la logica di prossimità che un’articolazione di ASL su scala provinciale sarebbe in grado di garantire, l’offerta dei servizi potrebbe meglio aderire alle effettive esigenze dei territori, restituendo ai sindaci, quindi a chi rappresenta i cittadini in maniera diretta, sia la prerogativa di esercitare un’azione di controllo, sia la possibilità di partecipare alla definizione degli indirizzi.

Un referendum sulla sanità dopo un decennio di aree vaste

A dire il vero una campagna referendaria sullo stesso tema fu effettuata anche nel 2015, subito dopo l’approvazione della legge che proponeva il riordino dei servizi sanitari locali: in quell’occasione le firme raccolte furono 55.000, ovvero 15.000 in più di quelle necessarie per ammettere il quesito del referendum. Al di là di ciò, il lavoro svolto non produsse effetti, dato che poi la legge da rivedere, la n. 28/2015, fu sostituita con la n. 84/2015.

A distanza di dieci anni, dopo un periodo in cui gli effetti della riforma sanitaria sono facilmente osservabili sia dagli amministratori che dai cittadini, ha ufficialmente ripreso corpo un progetto analogo. Si tratta, anche in questo caso di un referendum consultivo che vorrebbe consentire ai cittadini toscani di rispondere a seguente quesito: “Siete favorevoli alla proposta volta a rivedere l’attuale assetto del servizio sanitario regionale incentrato in tre Aziende Unità Sanitarie Locali (AUSL) di area vasta, come previsto dalla legge regionale toscana n. 84/2015 (“Riordino dell’assetto istituzionale e organizzativo del sistema sanitario regionale. Modifiche alla L.R. 40/20005”), al fine di assicurare una maggiore diffusione delle AUSL sul territorio, organizzandole su base provinciale?”

Trattandosi di un referendum consultivo non è previsto il raggiungimento di un quorum, anche se per poter presentare il quesito sono necessarie 35.000 firme. Non a caso è proprio su questo aspetto che si sta focalizzando il lavoro dei promotori e di tutti quei soggetti che stanno appoggiando l’iniziativa. Tra questi ultimi sono da annoverare associazioni e partiti di diversi e variegati orientamenti politici. Persino alcuni sindaci si sono apertamente schierati a favore dell’iniziativa referendaria: in provincia di Arezzo, ad esempio, lo hanno fatto i primi cittadini di Montevarchi, Bibbiena e Castiglion Fiorentino.

La Valtiberina e le iniziative in programma per raccogliere le firme

In questa fase, cruciale, di raccolta firme non poteva certo rimanere inattivo un territorio come la Valtiberina, ovvero quel lembo periferico di Toscana in cui da anni il tema della sanità sta alimentando dibattiti piuttosto accesi. In linea di massima il fulcro della discussione è più o meno sempre lo stesso, ovvero quello che parte dal presupposto che, a causa del forte accentramento, il comprensorio in questione, a partire dall’ospedale di Sansepolcro, si stia progressivamente impoverendo di servizi sanitari. Anche a causa di ciò, nei principali centri valtiberini stanno nascendo iniziative per raccogliere firme in favore del referendum. In particolare a Sansepolcro un gruppo di cittadini volontari provvederà ad allestire un banchino in piazza per tutti i sabato mattina che vanno dal 30 di agosto al 20 di settembre. In maniera analoga anche ad Anghiari, in piazza 4 novembre (di fronte al teatro), a partire da sabato 30 agosto fino al 13 di settembre, sarà possibile fare altrettanto, sia il mercoledì mattina che il sabato pomeriggio.

Chiunque voglia apporre la propria firma può inoltre recarsi all’URP del Comune di Sansepolcro (in piazza Gramsci) dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 13:00, o contattare il seguente numero di telefono: 3398318156.

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