A conclusione di una seduta ricca di spunti di dibattito, il consiglio comunale di Sansepolcro ha approvato una mozione presentata dalla Lega per chiedere alla Prefettura di non attivare nuovi Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) sul territorio comunale. Il documento è passato con i voti favorevoli della maggioranza di centrodestra e della consigliera di Fratelli d’Italia Laura Chieli. Contrario il gruppo PD-InComune, che aveva chiesto il ritiro della mozione per lavorare a un testo comune, mentre Adesso-Riformisti, con Michele Gentili, si è astenuto.
La mozione, illustrata dalla capogruppo leghista Roberta Gavelli, parte dalla presenza di cinque CAS nel centro storico e nelle aree adiacenti della città, che ospitano complessivamente 54 persone. Secondo i promotori, questa concentrazione starebbe creando difficoltà nella convivenza e aumentando il senso di insicurezza tra i residenti.
Per il Carroccio «il livello di accoglienza è già saturo e un ulteriore inserimento di richiedenti asilo, con abitudini e culture molto diverse dalle nostre, potrebbe generare nuove problematiche sociali e di sicurezza». Per la Lega è intervenuto anche l’assessore alla sicurezza Alessandro Rivi, che ha tra l’altro criticato il sistema regionale di accoglienza diffusa, ritenuto incerto nella gestione e nei controlli.
Il documento è stato fortemente criticato da PD-InComune, intervenuto con Filippo Polcri e Andrea Laurenzi in aula e poi con un comunicato stampa. Per la compagine di centrosinistra si tratta di un atto «puramente propagandistico, volto a creare allarme sociale senza offrire alcuna soluzione reale».
I Democratici hanno accusato la Lega di contraddirsi nel suo ruolo di forza di governo («finge di essere all’opposizione con una mozione che attacca indirettamente anche l’operato del sindaco») e hanno stigmatizzato una dichiarazione della leghista Gavelli, che nel corso del dibattito ha detto che «Sansepolcro è diventata un ghetto». Per il gruppo guidato da Laurenzi si tratta di «una delle peggiori cartoline che si potessero inviare della nostra città», un’espressione che banalizza un tema complesso e finisce per offrire un’immagine distorta e ingiusta della comunità locale.
A sostegno della mozione è intervenuta la consigliera Laura Chieli di FdI, che ha difeso il documento dalle accuse di demagogia e ha voluto sottolineare che gli ospiti dei CAS spesso provengono da situazioni complesse e necessitano di servizi di assistenza adeguati: «Proviamo a fare meglio con chi abbiamo», ha dichiarato.
Astenuto infine il consigliere Michele Gentili della lista centrista Adesso, che ha evidenziato a sua volta la questione della concentrazione nel centro storico e ha posto l’accento sulla carenza, nella mozione, di un’analisi dello stato attuale del monitoraggio da parte degli uffici.





