Svolta importante nella lunga vicenda dell’ex scuola Garibaldi di Città di Castello: nel corso dell’ultimo consiglio comunale il sindaco Luca Secondi, in riposta ad un’interrogazione del consigliere Andrea Lignani Marchesani, ha definito un primo cronoprogramma dei lavori che interesseranno l’attuale sede dell’edificio.
Per anni (in particolare dal 2018, ovvero dalla sottoscrizione di un accordo di programma tra Fondazione Palazzo Albizzini – Collezione Burri e Comune sulla possibilità di realizzare l’ambizioso progetto di Piazza Burri) l’area che ospita l’ex Garibaldi è stata oggetto di attenzione e interesse non soltanto da parte dell’amministrazione comunale, ma anche degli stessi cittadini che hanno spesso lamentato le condizioni di degrado e abbandono in cui versa lo stabile, situato in pieno centro storico e certamente non un bel biglietto da visita per turisti e ospiti.
Nello specifico, come dichiarato dal sindaco Secondi in risposta alla domanda sulla demolizione dell’edificio e sua successiva funzionalizzazione: “L’affidamento dei lavori è stato fatto proprio questa settimana ad un’azienda di Perugia e verrà perfezionato nei prossimi giorni. Verosimilmente, il primo ottobre partirà la demolizione effettiva della scuola che terminerà entro la fine dell’anno. La demolizione porterà alla funzionalizzazione dell’area dove verranno temporaneamente installati dei parcheggi ad uso gratuito”.

Nel corso dell’intervento Secondi ha precisato come l’installazione dei parcheggi è una soluzione “temporanea” che va ad anticipare quello che in futuro sarà la creazione di Piazza Burri, un progetto condiviso da Comune e Fondazione Albizzini che però, negli anni, ha incontrato difficoltà e momenti di stallo (soprattutto post Covid) a causa dei rapporti con alcuni soggetti finanziatori che, a detta della stessa Fondazione, solo parzialmente hanno mantenuto fede al progetto iniziale dando disponibilità alla realizzazione, ma venendo meno agli impegni di gestione. Nell’accordo di programma del 2018 si era parlato di un progetto dal costo di circa 30 milioni di euro che sarebbe stato finanziato dalla Fondazione e dalla società accreditata ad operare per interesse istituzionale dalle autorità degli Emirati Arabi e insieme, dentro la struttura, avrebbero gestito Alveare, un centro internazionale pensato per la promozione di progetti e talenti.
Questo ha ovviamente allungato i tempi e, per evitare ulteriori attese il Comune, in accordo con la Fondazione, ha deciso di procedere con lo smantellamento dell’edificio e la realizzazione di parcheggi gratuiti.
A conclusione dell’intervento Secondi ha inoltre dichiarato che: “Con la Fondazione ci siamo riproposti di organizzare una serie di incontri per aggiornare l’iniziale accordo di programma, sottoscritto nel 2018; abbiamo chiesto che l’eventuale modifica dell’accordo avvenga con una concretezza progettuale e, in attesa di quella, abbiamo pensato che non fosse più accettabile lasciare quella zona in una situazione di degrado”.
Il progetto secondo l’idea di Alberto Burri
La piazza pensata da Alberto Burri ridisegnerebbe completamente lo stato attuale di Piazza Garibaldi, conosciuta dai tifernati anche come “piazza dei pullman”. Secondo il progetto del maestro, al posto della scuola sorgerebbe un’imponente struttura nera di 16 mila metri cubi con altezza al punto massimo di 20 metri, lunghezza 58 metri e profondità di 16 metri. Poco distante, verrebbe collocato il Teatro Scultura, 5 arcate su base circolare con diametro 14 metri e altezza 9 che andrebbe ad unire, con un’ideale linea retta, i manufatti a Palazzo Albizzini.





