Lavori pubblici a Monterchi, l’opposizione si rivolge a Procura e Corte dei conti

“Interventi liquidati ma non eseguiti, dall’amministrazione nessuna spiegazione”. Il sindaco: “Chi di competenza giudicherà”

Un esposto alla Procura della Repubblica e uno alla Procura regionale della Corte dei conti: è questo l’esito di un approfondimento portato avanti dalla minoranza consiliare su un intervento di riqualificazione che interessa il centro di Monterchi. Lo hanno annunciato giovedì sera, nel corso di un incontro pubblico, gli stessi consiglieri di opposizione, Massimo Bruschi, Lorenzo Minozzi e Mariano Giorgeschi.

I lavori, deliberati dalla giunta nel dicembre 2024, rientrano in un pacchetto finanziato dal Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) della UE per un totale di oltre 800 mila euro. 480 mila di questi sono destinati a Monterchi, che figura come capofila, e i rimanenti a Caprese Michelangelo.

L’intervento in questione, uno dei due che interessano il comune capofila, è denominato “Riqualificazione degli spazi e delle aree dedicate alla Biblioteca Comunale di Monterchi ed altre attività”, e risulta finanziato per 225 mila euro. “In estate – ha spiegato il capogruppo di minoranza Massimo Bruschi – sono stati liquidati dal comune i pagamenti di due SAL (i documenti che certificano lo stato di avanzamento dei lavori a una certa data, ndr), per 55 mila euro lordi complessivi”.

“A quel punto, non vedendo lavori in corso, abbiamo chiesto chiarimenti”, ha detto Bruschi. “Dopo alcune settimane abbiamo ricevuto gli elaborati progettuali. Abbiamo così saputo che l’intervento riguardava in realtà i Giardini di Palazzo Massi. Un progetto sulla carta molto bello, ma mai realizzato. Tuttora, infatti, i giardini hanno visto solo l’apposizione di due ringhiere, peraltro solo dopo il nostro interessamento, e in loco non risulta nessuna segnalazione di cantiere”, ha affermato il capogruppo.

Nella ricostruzione dei consiglieri di minoranza figurano poi ripetuti solleciti per avere chiarimenti, tra cui una richiesta di sopralluogo a novembre 2025, che sarebbe stata negata, fino alla trasmissione della documentazione relativa ai SAL il 24 gennaio di quest’anno. “Quello che è emerso oltre due mesi dopo la richiesta iniziale – ha riferito Bruschi – è che sono stati liquidati lavori che, allo stato dei fatti, non appaiono eseguiti”.

Alla fine, la minoranza nel mese di marzo si è rivolta alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo e alla Procura regionale della Corte dei conti: “Si tratta di un passaggio forte”, ha commentato Bruschi, “che non abbiamo fatto a cuor leggero e che non avremmo fatto per inezie o cavilli, o se l’amministrazione ci avesse in qualche modo rassicurato. Invece ci siamo scontrati per mesi con silenzi, rimpalli di responsabilità e perfino con una mozione approvata a maggioranza per limitare la nostra possibilità di fare accesso agli atti. Attraverso il nostro mandato di consiglieri comunali – è la conclusione del capogruppo – non possiamo ottenere più niente, quindi per poter fare chiarezza e per tutelare l’interesse pubblico abbiamo ritenuto necessario chiamare in causa altri poteri dello Stato”.

“Le questioni tecniche non mi riguardano”, ha detto il sindaco Alfredo Romanelli, contattato in proposito dalla nostra redazione, “per cui su questo tema non ho niente da dire. Chi di competenza giudicherà”.

L'incontro pubblico di giovedì 23 aprile
L’incontro pubblico promosso dalla minoranza per giovedì 23 aprile

L’incontro pubblico organizzato dalla minoranza è stata inoltre l’occasione per parlare anche dell’altro progetto del pacchetto FSC, quello denominato “Adeguamento strutturale e funzionale degli spazi espositivi di Palazzo Massi e delle aree esterne della viabilità”. Finanziato con 265 mila euro, riguarda nello specifico la ripavimentazione di via XX Settembre. “In questo caso – ha detto il consigliere Lorenzo Minozzi – ci troviamo di fronte a lavori difformi rispetto al progetto approvato. La strada, in una delle aree meglio conservate di Monterchi, doveva essere pavimentata con la carrabile centrale in calcestruzzo architettonico e pietra serena ai lati, verso le mura e i palazzi rinascimentali. Durante lo svolgimento dei lavori – ha spiegato Minozzi – ci siamo accorti che mancava l’elemento qualificante, la pietra, mentre è stato usato solo calcestruzzo, tra l’altro particolarmente brutto”.

“Oggi il cantiere, per quanto pressoché concluso, sarebbe bloccato in attesa di riscontri della Soprintendenza”, ha precisato il consigliere, “ma non è solo questione di forma e procedure: prima di tutto è un fatto estetico, conservativo e di rispetto della memoria storica del paese. Questo è l’aspetto principale”.

Il cantiere di via XX settembre
Il cantiere di via XX settembre

POPOLARI

- Partecipanti sostenitori -spot_img
spot_img

Indaghiamo, raccontiamo, approfondiamo

Supporta l'informazione locale: dona il tuo 5x1000 a Fondazione Progetto Valtiberina

- Partecipanti sostenitori -spot_img
- Partecipanti sostenitori -spot_imgspot_img