Fumata bianca per Eugenio Giani, che è ufficialmente il candidato del Partito Democratico per il secondo mandato da presidente della Regione Toscana. La decisione è scaturita al termine della riunione della direzione regionale del Pd, tenutasi giovedì 7 agosto, a poco più di due mesi dalla data della consultazione elettorale, in programma domenica 12 e lunedì 13 ottobre prossimi. Era senza dubbio lo scoglio più difficile da superare per il governatore uscente: il “sì” del Partito Democratico diventa di fatto quello della coalizione di centrosinistra che lo supporterà. Come si ricorderà, la segretaria nazionale Elly Schlein non era inizialmente propensa a scegliere la sua figura, nonostante Giani godesse dei consensi del suo schieramento e anche di qualche avversario politico all’interno della Toscana.
Eugenio Giani, 66 anni, è presidente della giunta regionale dal settembre del 2020, ma nei cinque anni precedenti aveva ricoperto la carica di presidente del consiglio regionale. “Con emozione e responsabilità – ha dichiarato in un post nei propri canali social – accolgo la proposta del Partito Democratico della Toscana di candidarmi a un secondo mandato come Presidente della Regione Toscana. […] Il mio impegno continua, con la stessa passione del primo giorno. Perché governare non è mai stato un atto individuale, ma un progetto collettivo, fatto di ascolto, partecipazione e futuro”.
L’ok per Giani è arrivato dopo che anche gli iscritti al Movimento 5 Stelle si erano espressi sul suo conto, con 1500 consensi su un totale di 2500 votanti. Il Movimento 5 Stelle si aggrega così a Italia Viva, Alleanza Verdi Sinistra e +Europa, che si erano già detti favorevoli all’attuale presidente, il quale potrà ora tentare il bis, come riuscito ai predecessori Vannino Chiti, Claudio Martini ed Enrico Rossi. Fra i presenti alla riunione della direzione regionale c’era anche Barbara Croci di Anghiari, segretaria provinciale aretina del Pd, che in un post sul suo profilo Facebook ha scritto: “Ieri sera il partito regionale toscano ha votato per la ricandidatura del presidente Giani alla guida di una grande coalizione progressista che comprende tutte le forze del centrosinistra, compresi i 5 Stelle. La Toscana è da sempre un grande laboratorio di politiche pubbliche, diritti, democrazia, giustizia sociale e ambientale, cura, innovazione e bellezza. A partire dai prossimi giorni e nei prossimi anni lo sarà ancora di più, perché il lavoro unitario e di sinergia tra partito, giunta e consiglio regionale degli ultimi mesi, che ha portato all’approvazione di leggi e progetti innovativi per i territori e i cittadini toscani, si allargherà a tutte le forze della coalizione per contribuire alla costruzione di un’alternativa competitiva per battere la destra del governo Meloni. Un progetto che, se sapremo fare bene insieme, potrà radicarsi nei territori e nei cuori delle persone che chiedono con urgenza un cambiamento. Dobbiamo riconoscere il lavoro paziente, generoso e determinato del segretario regionale Emiliano Fossi e di Elly Schlein, che hanno fortemente voluto e infine compiuto questo primo passo”.
Più netta, a quanto risulta, sarebbe stata la divisione del Movimento 5 Stelle in Valtiberina, attualmente impegnato nella formazione di un gruppo territoriale assieme al Casentino. In questo frangente – e proprio per questo motivo – nessun esponente sarebbe stato autorizzato a rilasciare dichiarazioni in proposito, per quanto Mauro Gallorini, da sempre attivo, abbia risposto al post della Croci, dicendo che la presenza di persone come lei lo avrebbe spinto a optare per il “sì”, anche se – ha poi precisato – ora dovrà partire un confronto serio sui contenuti per arginare a livello regionale – e per quanto possibile – il “pessimo governo nazionale”. Ma i maldipancia fra i 5 Stelle locali non sono mancati.





