Il cicloturismo come leva per lo sviluppo: le potenzialità di Montedoglio

Dal contesto europeo ai progetti locali: dati, esempi e proposte per fare del lago un polo attrattivo e multifunzionale

Negli ultimi decenni, il cicloturismo è passato dall’essere considerato un passatempo di nicchia a rappresentare una delle forme di turismo più dinamiche e sostenibili in Europa. Secondo uno studio diffuso da EuroVelo, una rete cicloturistica ben sviluppata può generare un indotto medio annuo di 110 mila euro per ogni chilometro realizzato, con ricadute diffuse su ospitalità, ristorazione e servizi locali. A livello europeo il settore vale circa 44 miliardi di euro l’anno, mentre in Italia il potenziale stimato sfiora i 3,2 miliardi, con regioni come Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna già ampiamente in grado di intercettarne i benefici.

Anche la Valtiberina possiederebbe i requisiti per inserirsi in questo scenario: posizione strategica lungo più ciclovie nazionali, patrimonio paesaggistico e culturale di primo piano, possibilità di integrare nuovi itinerari con eventi e servizi già esistenti. È su queste basi che si innesta la proposta di creare un anello ciclabile intorno al lago di Montedoglio, pensata per trasformare un’infrastruttura idrica in un motore di sviluppo turistico sostenibile.

Il tema era stata affrontato tempo addietro nel corso di un convegno organizzato a Sansepolcro dal titolo “Il lago di Montedoglio: conoscenze e opportunità per uno sviluppo sostenibile del territorio”, organizzato dalla Fondazione Progetto Valtiberina nel novembre 2023. Tra gli ospiti dell’evento, anche l’ingegnere Giovanni Cardinali, già ingegnere capo presso la Provincia di Arezzo e oggi consulente alle infrastrutture per Confindustria Toscana Sud.

VIDEO: Ing. Giovanni Cardinali – Le sponde della diga: un’occasione per il cicloturismo e la balneazione

Sponde della diga e opportunità cicloturistiche

Cardinali, che da anni collabora con la FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) e ha contribuito alla redazione del Piano Generale della Mobilità Ciclistica 2022-2024, ha ricordato come il cicloturismo si distingua dal ciclismo sportivo: “Non si tratta di fare gare, ma di vivere un viaggio a tappe, fermandosi nei luoghi di attrattività, conoscendo il territorio e incontrando le persone”. La tipologia di viaggiatori è ormai lontana dallo stereotipo del turista “low budget”: prevalgono coppie, famiglie e gruppi di amici appartenenti alla nuova classe media, con un’età compresa tra i 25 e i 59 anni, ma con una quota crescente di over 60 grazie anche alla diffusione delle e-bike.

La Valtiberina, crocevia di ciclovie nazionali

Il territorio di Sansepolcro si trova in una posizione strategica per il cicloturismo. Oltre a ospitare un tratto del Cammino di San Francesco, è incrocio di tre ciclovie nazionali: la BI 5 Romea Tiberina, la BI 8 degli Appennini e la BI 18 dei Due Mari. Percorsi che collegano il centro Italia da nord a sud e da est a ovest, attraversando paesaggi di pregio e centri storici di rilevanza artistica. Questa rete di collegamenti, come sottolineato da Cardinali, è già inserita nella mappa nazionale Bicitalia e può essere valorizzata con interventi mirati di infrastrutturazione leggera, sfruttando strade secondarie a basso traffico integrate da una segnaletica chiara e riconoscibile.

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Il progetto dell’anello di Montedoglio

Tra le proposte più interessanti illustrate da Cardinali, spicca quella dell’anello ciclabile intorno al lago di Montedoglio. Elaborato dall’architetto Paolo Pecchi e approvato dalla FIAB di Arezzo nel 2018 come studio di fattibilità, il progetto prevede la creazione di un percorso di circa 30 chilometri che unisce tratti di viabilità esistente, strade poderali e sentieri, con eventuali nuovi raccordi e aree di sosta attrezzate.

Il tracciato offrirebbe scorci di notevole interesse naturalistico, storico e paesaggistico: dalla Pieve e dal borgo di Baldignano ai ruderi della Badia di San Bartolomeo, fino alle vedute sulla diga e alle testimonianze della gestione storica delle acque in Valtiberina. “Montedoglio – osserva Cardinali – può diventare un polo cicloturistico di richiamo nazionale se l’anello sarà completato e collegato con le principali ciclovie”.

Dall’infrastruttura alla promozione

Perché un progetto di questo tipo generi benefici concreti, serve però un approccio integrato. “Infrastrutture, servizi e marketing devono procedere di pari passo: portali web, pubblicazioni, eventi e pacchetti combinati bici+treno o bici+bus possono favorire l’arrivo di visitatori da tutta Italia ed Europa” ha ricordato l’ingegnere. In questo senso, l’evento già affermato de L’Intrepida ad Anghiari potrebbe diventare un volano per la promozione dell’anello di Montedoglio, ampliando l’offerta di itinerari e coinvolgendo le strutture ricettive locali.

L’intervento di Cardinali si chiude con uno sguardo al futuro: “Nel 2030 il 24% della popolazione europea avrà più di 55 anni, con tempo e risorse da investire in viaggi di qualità. Il cicloturismo è un’opportunità concreta per i territori che sapranno attrezzarsi: infrastrutture leggere, servizi mirati e un racconto efficace del territorio possono trasformare una pista ciclabile in un motore di sviluppo”.

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