L’appello: “Indispensabile la viabilità alternativa alla E45”

Dopo l’incidente a Valsavignone e il caos di marzo con la neve, Confartigianato della Valle del Savio chiede tempi certi sul ripristino della 3bis

Le nuove criticità che hanno interessato la E45 nel tratto appenninico tra Toscana e Romagna riaccendono le preoccupazioni delle imprese del territorio. Dopo l’incidente avvenuto martedì 12 maggio all’altezza di Valsavignone, nel comune di Pieve Santo Stefano, Confartigianato Valle Savio torna a chiedere interventi concreti sulla viabilità alternativa alla superstrada, indicando ancora una volta nella ex Tiberina 3bis un’infrastruttura strategica.

L’incidente, che ha coinvolto due mezzi pesanti e un’auto nel tratto a doppio senso di circolazione, ha provocato la chiusura della E45 per diverse ore con uscita obbligatoria a Bagno di Romagna in direzione sud e a Sansepolcro verso nord. Una situazione che ha causato rallentamenti e pesanti disagi per automobilisti, autotrasportatori e aziende.

“Nella giornata di martedì il traffico è stato deviato, a conferma di una situazione di forte fragilità della viabilità appenninica”, afferma Claudio Alessandrini, presidente del comitato comunale Confartigianato Valle Savio. L’associazione sottolinea come nelle ore successive il traffico sia stato nuovamente bloccato e deviato in entrambe le direzioni, con ripercussioni sui collegamenti tra Romagna, Toscana e centro Italia.

Confartigianato richiama anche quanto accaduto a fine marzo, quando una forte nevicata paralizzò per oltre ventiquattro ore il tratto appenninico della E45 tra Verghereto e Pieve Santo Stefano. In quell’occasione centinaia di automobilisti e camionisti rimasero bloccati lungo la carreggiata e si rese necessaria anche la distribuzione di viveri agli utenti in coda.

“Questi episodi dimostrano quanto il sistema viario dell’Appennino sia fragile e quanto sia indispensabile poter contare su collegamenti alternativi efficienti”, osservano Maurizio Crociani, responsabile Confartigianato Valle Savio, e Cristina Ghera, responsabile di Confartigianato San Piero in Bagno.

Al centro delle richieste torna così la ex Tiberina 3bis, il cui recupero viene indicato da anni come possibile alternativa alla E45 in caso di emergenze o chiusure. “Nonostante gli annunci e gli stanziamenti previsti, i lavori non sembrano essere partiti”, affermano Crociani e Ghera, chiedendo aggiornamenti sullo stato dei finanziamenti e tempi certi per l’avvio degli interventi.

Sul progetto, dal valore complessivo di 39 milioni di euro, nelle scorse settimane era intervenuta anche la Provincia di Arezzo. Durante un sopralluogo al cantiere insieme al sindaco di Pieve Santo Stefano Claudio Marcelli, il presidente della Provincia Alessandro Polcri aveva confermato l’avvio del primo lotto dei lavori a nord di Valsavignone, finanziato con un primo stanziamento da 5 milioni di euro.

Il piano prevede interventi su circa 13 chilometri di viabilità, con opere di consolidamento dei versanti, messa in sicurezza dal rischio frane, adeguamento dei ponti e rifacimento della pavimentazione. Attualmente il tratto forlivese risulta percorribile fino ai Canili, mentre restano ancora da ripristinare alcuni chilometri nel territorio aretino.

“Le imprese del territorio non possono continuare a subire interruzioni e disagi senza una reale alternativa infrastrutturale”, ribadiscono Crociani e Ghera. Per Confartigianato, gli ultimi episodi confermano la necessità di accelerare gli interventi lungo l’asse appenninico per garantire continuità ai collegamenti e maggiore sicurezza alla circolazione.

POPOLARI

- Partecipanti sostenitori -spot_img
spot_img

Indaghiamo, raccontiamo, approfondiamo

Supporta l'informazione locale: dona il tuo 5x1000 a Fondazione Progetto Valtiberina

- Partecipanti sostenitori -spot_img
- Partecipanti sostenitori -spot_imgspot_img