E78 e Tiberina 3Bis, l’allarme di Confindustria: “Infrastrutture strategiche senza risorse”

Nel report provinciale redatto dall'associazione di categoria, anche un focus Due Mari e viabilità alternativa alla E45: "Chiediamo risposte a tutti i livelli istituzionali"

“Fotografa senza mezzi termini lo stato delle cose e indica chiaramente dove intervenire”. Così Confindustria Toscana Sud presenta il proprio report sulle infrastrutture dell’area aretina e dei territori limitrofi, uno studio redatto da esperti e tecnici dell’associazione che punta i riflettori su ritardi strutturali e mancanza di finanziamenti lungo direttrici strategiche per la mobilità e lo sviluppo economico. Tra queste, tornano al centro dell’attenzione la strada di grande comunicazione E78 “Due Mari” e la E45 Orte–Ravenna, due arterie interregionali che interessano direttamente anche l’Alta Valle del Tevere, sia toscana che umbra.

Secondo il documento, per quanto riguarda la E78 proseguono le progettazioni su vari lotti compresi fra la Toscana e l’Umbria. Tuttavia “I due tratti relativi al lotto 1 da Arezzo Magnanina a Palazzo del Pero e il lotto 7 da Le Ville Monterchi a Selci Lama, pur essendo in stato di avanzata progettazione, sono attualmente fermi per l’approvazione definitiva”. Inoltre in entrambi i casi, pur essendo stati definiti gli itinerari, “non vi è al momento alcuna certezza di finanziamento, come da contratto di programma MIT–Anas 2021–2025″.

“Non possiamo tollerare prospettive ingessate che mettono a rischio sicurezza e competitività”, ha dichiarato il presidente di Confindustria Toscana Sud Fabrizio Bernini, sottolineando come una mobilità efficiente rappresenti una condizione essenziale per lo sviluppo delle imprese.

Preoccupazioni analoghe emergono per la E45, in particolare per la ex SS Tiberina 3Bis nel tratto Valsavignone–Canili, unica viabilità alternativa nei casi di interruzione dell’arteria principale, attualmente interdetta al traffico. “Il finanziamento oggi disponibile non copre l’intero adeguamento dei circa 4,2 chilometri del tracciato”, ricordano gli industriali, “lasciando il corridoio esposto ai noti rischi legati a incidenti o condizioni meteo critiche, soprattutto nel periodo invernale”.

Alla luce dell’attuale scenario, Bernini e Confindustria rivolgono quindi un appello a tutti i livelli istituzionali: “Ancora una volta dai nostri studi emergono casi di assoluta gravità, ritardi, inadeguatezza. Le forze di governo, locali, regionali e nazionali, devono dare risposte. Trincerarsi dietro la burocrazia non è accettabile”.

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