“Si muore. Alleniamoci a dirlo”.
Da qui è partita Silvana Quadrino sabato 25 aprile al Teatro Comunale di Monterchi, nel suo intervento all’interno del Festival dei Cammini di Francesco 2026. Un punto di partenza netto, quasi spiazzante, che ha visto la pedagogista dialogare col pubblico presente prendendo in esame uno dei nodi più difficili per gli adulti: come parlare ai bambini della morte, della perdita, della sofferenza.
La domanda di fondo – che ha attraversato tutto l’incontro – è semplice solo in apparenza: come si spiegano queste cose ai più piccoli? La risposta, però, non passa da formule rassicuranti o da scorciatoie linguistiche. Al contrario, richiede chiarezza, presenza, disponibilità a stare dentro le emozioni.
“Una delle cose più difficili per gli adulti è spiegare perché le persone muoiono – ha osservato Quadrino – Ma se i bambini sentono nominare la morte, non la percepiscono come qualcosa di indicibile o di mostruoso. Diventa parte della realtà”.
Il punto, allora, non è proteggere i bambini dalla sofferenza, ma cambiare il modo in cui la si attraversa. Un passaggio che mette in discussione anche alcune convinzioni molto diffuse tra gli adulti.
“Quando diciamo non voglio che mio figlio soffra, in realtà stiamo dicendo qualcosa di più egoistico: non voglio vederlo soffrire”. È da qui, secondo Quadrino, che nasce spesso la difficoltà: dalla fatica degli adulti a reggere il dolore dei propri figli, prima ancora che dal dolore in sé.
Un obiettivo, quello di evitare la sofferenza, che si rivela inevitabilmente irrealistico. “È impossibile non soffrire. Quello che un bambino deve davvero sperimentare è che si può soffrire, ma non si è soli quando si soffre”.
È su questo passaggio che l’incontro ha trovato uno dei suoi punti più forti. Non tanto la rimozione del dolore, quanto la costruzione di una relazione che lo renda attraversabile. Condividere la sofferenza, anche con i più piccoli, non è un errore, ma un gesto educativo.
“Condividere il dolore è un esercizio di vicinanza emotiva preziosissimo – ha spiegato – Non lo facciamo quando neghiamo ai bambini il diritto di vedere che noi soffriamo, di capire che soffriamo, di soffrire insieme a noi”.
L’incontro, caratterizzato da un interessante scambio di vedute tra l’ospite e i partecipanti, si inserisce in modo coerente dentro il percorso del Festival dei Cammini di Francesco, che per la sua decima edizione ha scelto il titolo “Statemi vicino e cantate. Il testamento di Francesco”, richiamando gli ultimi anni di vita del Santo. Non a caso, uno dei filoni contenutistici di questa edizione è proprio il tema della morte, affrontato a ottocento anni dalla scomparsa di Francesco d’Assisi non come rimozione, ma come parte essenziale dell’esperienza umana.
In questo senso, le parole di Quadrino trovano una risonanza particolare: parlare della fine come passaggio da comprendere e attraversare insieme.
È possibile rivedere l’evento per intero sul nostro canale YouTube, all’interno della playlist dedicata al Festival. LINK: https://www.youtube.com/playlist?list=PLMj8FgahKMGJeGchxl0pNXDSQtZJOb-m7





