“C’è più filosofia e saggezza in una bottiglia di vino che in tutti i libri”. Louis Pasteur, scienziato avanguardista francese, nel XVIII secolo scoprì il processo biologico attraverso cui avviene la fermentazione dell’uva, la reazione chimica attraverso cui si ottiene il vino, ma ancora oggi la poesia di questo mistero continua ad affascinare gli appassionati in tutto il mondo, e la Valtiberina non fa eccezione: sabato 6 dicembre, e per tutto il ponte dell’Immacolata, Anghiari si tinge di rosso (ma anche rosa, bianco, e arancione) per la terza edizione di Vinicoli, la fiera dedicata all’enogastronomia locale.
La manifestazione negli ultimi anni è riuscita a trasformare l’antico borgo tra le mura medievali in un percorso sensoriale a cielo aperto.
La presentazione ufficiale, tenutasi nella sede della Camera di Commercio di Arezzo-Siena, ha confermato le attese: la terza edizione vuole essere quella della maturità, capace di unire tradizione, ricerca e un’atmosfera che appartiene solo a questo luogo.
Nato all’interno del progetto regionale Vetrina Toscana, Vinicoli è il risultato di una collaborazione ampia tra istituzioni, associazioni e realtà locali. Lucio Gori e Gianluca Rosai, in rappresentanza di Confesercenti e Confcommercio, hanno ricordato come l’iniziativa incarni alla perfezione lo spirito del progetto: prodotti autentici, professionisti del territorio e una narrazione culturale che va oltre la semplice degustazione.
Tra le voci più attese c’è quella del direttore artistico Timoteo Boncompagni, che ogni anno ricama su Vinicoli un filo tematico diverso. Per lui questa edizione è un invito alla consapevolezza: non semplicemente bere o assaggiare, ma ascoltare ciò che ogni vino e ogni piatto hanno da raccontare: “L’enogastronomia è parte della nostra storia e della nostra civiltà – racconta Boncompagni –. Mettersi in gioco significa imparare a privilegiare la qualità, lasciandosi guidare dalla curiosità”.
Non solo divertimento, ma anche cultura. Vinicoli valorizza il territorio e divulga il sapere legato all’enogastronomia. “La Valtiberina è storicamente terra molto vocata per gli oli extravergini d’oliva, così come la provincia di Arezzo in generale. Ma è anche terra di nero pregiato, un tartufo raro, e di castagne, come sappiamo bene: il territorio ha molte peculiarità. Il vino sta guadagnando terreno, soprattutto in certe coltivazioni come il pinot nero. Ma non solo: con il microclima che cambia, il know-how in crescita e l’intervento di enologi capaci, si sta valorizzando un territorio che non era celebrato o conosciuto in questo senso”.
Le vie di Anghiari sono protagoniste dell’evento e, come i calici danno forma al vino, danno forma alla festa. Il percorso degustativo torna con la formula che lo ha reso riconoscibile: tappe tematiche, ciascuna legata a un mondo di sapori. Le bollicine accolgono il visitatore nelle prime sale del Palazzo Pretorio; i rosati e i bianchi accompagnano i primi piatti, tra cui la polenta della Cantina del Granduca; i vini macerati e gli orange wine introducono sapori più audaci nella piazzetta De Amicis, con panini gourmet studiati dal Pizzicagnolo per esaltarli. Poi è il turno dei grandi rossi, dei secondi della tradizione (tra cui il peposo e la trippa preparati dal Talozzi Bistrot della Fonte e il caciucco al Caffè dello Sport) e, infine, dei dolci, dei vinsanti da uve affumicate e dei distillati proposti in Piazza IV Novembre, tra il Bar del Teatro e l’Hotel La Meridiana.
A legare tutto c’è il carnet dei vini, che invita a scegliere il proprio ritmo, senza eccessi, con il rispetto dovuto a ogni produttore. L’idea è che ogni ticket rappresenta una scelta del consumatore, che può dedicarsi ai suoi vini preferiti come scoprire nuovi sapori inediti.
Vinicoli è soprattutto una storia di incontri. La vigilia del festival è stata dedicata alla presentazione del libro Sorsi di salute – Il vino senza frasca di Michele Scognamiglio, con prefazione del maestro Peppe Vessicchio, recentemente scomparso, a cui è seguita la cena inaugurale al ristorante La Nena.












Non solo vino. Nel corso della manifestazione sono tante le esperienze sensoriali che potranno arricchire il bagaglio dei visitatori: il borgo ospiterà aree dedicate all’olio EVO, alla birra artigianale, ai sigari, al miele e alle produzioni agricole locali. Tra le iniziative più suggestive segnaliamo Etichette Special, un viaggio tra vini rari, e Profumi in calice, dove vino e profumeria artistica dialogano in un’esperienza sensoriale unica dentro l’antica cella vinaria di Palazzo Pretorio.
Sabato 6 dicembre la grande musica ha accompagnato la festa presso il Caffè dello Sport, grazie ai vinili vintage di Claudio Cioni. La domenica notte, l’After Vinicoli porterà musica sotto la Galleria Magi, da poco inaugurata dopo il grande restauro.
Il clima di festa culminerà nel giorno dell’immacolata con Anghiari si accende, quando il borgo si illuminerà di candele e luci, trasformando le pietre medievali in scenografie da presepe vivente. Un’atmosfera che il sindaco Alessandro Polcri definisce “prestigiosa, identitaria e in continua crescita”, ringraziando la comunità e gli operatori per un lavoro condiviso. Sabato alle ore 17.30 si è tenuto il taglio del nastro per l’edizione all’ingresso del Comune in Piazza del Popolo.
Anche Marco Randellini, segretario generale della Camera di Commercio di Arezzo-Siena, ha ribadito l’importanza di una manifestazione che unisce turismo, qualità e imprenditorialità locale, contribuendo a consolidare il ruolo di Anghiari come polo di riferimento nel panorama enogastronomico toscano.
A chiudere il cerchio è ancora il direttore artistico Boncompagni – già creatore della manifestazione Caprese Michelangelo International Wine –, che ricorda come Vinicoli sia prima di tutto un progetto collettivo: “È un evento degli anghiaresi, ma non solo per gli anghiaresi. È un invito aperto a chiunque voglia scoprire il valore dei nostri sapori, delle nostre storie e del nostro modo di stare insieme”.





