Un fine settimana di motori, passione e memoria storica. La terza edizione di “Lo Spino – Leggende in Salita” si è chiusa con un bilancio positivo, regalando agli appassionati un autentico museo dinamico lungo i tornanti che da Pieve Santo Stefano portano al Passo dello Spino.
L’edizione 2025 ha coinciso con il 60° anniversario della prima cronoscalata disputata nel 1965 e ha visto sfilare circa novanta vetture, tra turismo e prototipi, che hanno segnato la storia delle competizioni in salita dagli anni ’30 agli anni ’90. Dai modelli più rari e iconici, come la Porsche 914 Lenner e la Lancia Delta Integrale, fino alla Lucchini Honda del 1997, la varietà del parco macchine ha rappresentato uno degli elementi di maggiore richiamo.
Il sabato è stato arricchito dalla parata dei club Porsche, mentre la domenica la manifestazione si è fermata per un momento di raccoglimento in memoria di Enzo Osella, scomparso proprio il 27 settembre: un tributo doveroso a uno dei protagonisti assoluti dell’automobilismo in salita. Non sono mancati ospiti speciali, come i piloti David Baldi e Franco Cinelli, che in passato hanno scritto pagine importanti della storia dello Spino al volante delle Osella.
Grande attenzione è stata riservata anche all’inclusione, grazie al coinvolgimento dell’Associazione Paratetraplegici Aretini, che ha aperto simbolicamente la manifestazione nel giorno del Disability Pride Toscana. “Un segnale importante – ha sottolineato la presidente Miriam Pellegrini – per affermare un nuovo modo di vivere e vedere la disabilità, più inclusivo e capace di garantire pari diritti”.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Pro Spino Team, Lorenzo Tizzi Corazzini: “Un successo anche inaspettato, con tanta qualità e quantità. Stiamo già pensando al 2026 e alle altre iniziative per il 60° dello Spino, come una mostra fotografica con vetture storiche esposte fino a fine anno”.
Le Logge del Grano hanno ospitato le premiazioni dei modelli distintisi per bellezza, storicità e conservazione. Tra i riconoscimenti più attesi il Premio Pieve Santo Stefano, assegnato alla Lancia Appia Sport del 1962 di Martino Tani, e il Premio speciale Fiat 131 a Attilio Fantini. Riconoscimenti anche per le Abarth, le Lancia Stratos e le Porsche, simboli senza tempo del motorsport.
La chiusura è stata affidata alla parata finale, che ha coinciso con la Giornata nazionale dell’automobilismo storico, suggellando un’edizione che ha saputo unire spettacolo, memoria e spirito di comunità.





