In Umbria più istruite e più occupate, ma per le donne restano divari nel lavoro e nel benessere

L’analisi dell’AUR evidenzia risultati migliori della media nazionale, insieme a criticità nella qualità dell’occupazione, nella partecipazione sociale e nella percezione del futuro

Le donne umbre raggiungono livelli di istruzione e di occupazione superiori alla media nazionale, ma continuano a incontrare ostacoli nella piena valorizzazione delle competenze, nella qualità del lavoro e nella conciliazione dei tempi di vita. È il quadro che emerge dall’analisi dell’Agenzia Umbria Ricerche sugli indicatori di Benessere equo e sostenibile dell’Istat, aggiornata ad aprile 2026.

Nel campo dell’istruzione il vantaggio femminile è netto. In Umbria ha almeno il diploma il 79,1% delle donne tra 25 e 64 anni, contro il 72,8% degli uomini. Tra i 25 e i 34 anni è laureato o possiede un altro titolo terziario il 42,6% delle donne, a fronte del 25,9% degli uomini. Più contenuta anche l’uscita precoce dal sistema formativo, che riguarda il 3,6% delle giovani umbre contro il 6,1% dei coetanei maschi.

Restano però alcuni elementi di fragilità. Le donne sono meno presenti nei percorsi scientifici e tecnologici e registrano maggiori difficoltà nelle competenze numeriche. È inoltre più alta la quota di giovani che non studiano e non lavorano: il 10,8% tra le donne umbre, contro il 6,1% degli uomini, anche se il dato resta migliore rispetto alla media femminile italiana del 14,9%.

Il divario si conferma nel mercato del lavoro. Il tasso di occupazione femminile in Umbria raggiunge il 68%, dieci punti sopra la media nazionale, ma resta distante dall’81,4% degli uomini umbri. Anche la mancata partecipazione al lavoro è più frequente tra le donne, con il 9,8% rispetto al 6,5% maschile.

Sul piano della qualità dell’occupazione, il part-time involontario interessa il 13,2% delle lavoratrici umbre e il 4,9% dei lavoratori. Tra le donne è inoltre più elevata la quota di occupazioni a termine da almeno cinque anni. Più favorevole, invece, il rapporto tra il tasso di occupazione delle madri con figli in età prescolare e quello delle donne senza figli, pari al 92,4% contro il 75,1% registrato a livello nazionale.

Le differenze si riflettono anche sul benessere percepito. Si dichiara soddisfatto della propria vita il 48% delle donne umbre, contro il 52,6% degli uomini. Per il tempo libero le percentuali sono rispettivamente del 64,3% e del 72,1%. Tra le donne è inoltre leggermente più diffuso un giudizio negativo sulle prospettive future.

Nel campo delle relazioni sociali, le umbre dichiarano una minore soddisfazione per i rapporti familiari e amicali e partecipano meno alla vita sociale e civica rispetto agli uomini. Dispongono però, in misura leggermente maggiore, di persone sulle quali poter contare.

Un dato in controtendenza arriva dalla rappresentanza politica locale. Le donne rappresentano il 47,6% degli amministratori umbri, una quota vicina alla parità e nettamente superiore al dato nazionale del 26,8%.

Secondo l’analisi dell’Agenzia Umbria Ricerche, il quadro regionale appare quindi più avanzato rispetto a quello italiano, ma ancora disomogeneo. Ai progressi nell’istruzione, nell’accesso al lavoro e nella rappresentanza istituzionale non corrisponde ancora un pieno riequilibrio nella qualità dell’occupazione, nella partecipazione sociale e nelle diverse dimensioni del benessere.

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