Spesso si dice che “bad news is good news”, ma mai come in questo caso si potrebbe dissentire. La bella notizia della riapertura del parco più famoso della Valtiberina è già diventata virale: il video pubblicato sui canali social dell’Associazione Alice giovedì 8 alle ore 19 ha già registrato migliaia di visualizzazioni, centinaia di reazioni e moltissimi commenti di gioia e congratulazioni.
La notizia circolava già da qualche tempo tra gli addetti ai lavori. A seguito dell’amministrazione inadempiente degli ultimi anni, Matteo Pellegrini, storico gestore del Parco Roccolo fino al 2018, ha deciso di riprendere in mano le redini dell’Associazione Alice insieme, come lui stesso afferma, “ai migliori elementi delle amministrazioni passate”. Oggi Pellegrini ricopre il ruolo di tesoriere dell’associazione, mentre la presidenza è affidata all’amico Fabiano Savini.
Il progetto di ricostruire e riportare all’antico splendore il principale centro di aggregazione estivo dell’Alta Valle del Tevere è iniziato già lo scorso anno, quando un gruppo di volontari, non ancora formalmente costituito in associazione culturale, organizzò il Ri-Party Roccolo.
L’evento fu un successo ma, dato il poco tempo a disposizione e le risorse limitate, non fu possibile dargli seguito nello stesso anno. Un nuovo capitolo è stato però scritto il 1° maggio di quest’anno, quando il gruppo di volontari si è riunito nuovamente per offrire un evento dedicato alla Festa dei Lavoratori che fosse divertente, accessibile e che rimettesse in funzione la struttura dopo i mesi invernali.
Giovedì 2 luglio si è tenuto un incontro presso il Comune di San Giustino tra le istituzioni e le associazioni culturali del territorio per raccogliere idee, coinvolgere i partecipanti e definire i termini di una stagione di eventi. L’accordo ha portato a una collaborazione tra il Comune di San Giustino e l’Associazione Alice, con il contributo delle cooperative Asad, Altomare e Poliedro. A quest’ultima è stata affidata la gestione del bar e della cucina.
Il primo passo è sempre il più importante, ma la corsa del Roccolo somiglia più a una maratona che ai 100 metri. Per questo è stato lanciato un appello a tutta la cittadinanza e ai frequentatori del parco: ciascuno può contribuire, ogni gesto conta, dalla semplice presenza alla disponibilità a mettersi in gioco in prima persona. Lo staff del Roccolo è ancora alla ricerca di artisti di strada, musicisti, DJ, attori, animatori e artisti visivi per ridare vita al palco immerso nel bosco.
Il piano prevede un’apertura di quattro giorni alla settimana, con l’obiettivo di iniziare già nel mese di luglio e proseguire, condizioni meteorologiche permettendo, per tutto il mese di settembre. Ulteriori dettagli sulla programmazione e sulle attività saranno pubblicati nei prossimi giorni. La data zero è fissata per venerdì 17 luglio, giorno in cui suoneranno due band ancora da svelare.
Le risorse economiche sono, come intuibile, molto limitate, a causa di anni di inattività, una precedente gestione opaca e costi vivi non trascurabili. Lo spirito è quindi quello del volontariato e della solidarietà, con l’obiettivo di salvare un luogo storico che tutta la Valtiberina ha condiviso e amato. Sul palco del Roccolo si sono esibiti negli anni artisti poi affermatisi anche a livello nazionale e internazionale, tra cui Maria Antonietta e Colombre e Beatriçe Gjergji degli Shkodra Elektronike.
Il Parco Roccolo di San Giustino, con una superficie di quasi 62 mila metri quadrati, è uno dei principali spazi verdi pubblici dell’Alta Valle del Tevere. Originariamente appartenente alla famiglia Bufalini, fu ceduto gratuitamente al Comune di San Giustino negli anni ’80, con il vincolo della pubblica utilità, diventando un luogo destinato allo svago e all’aggregazione della comunità. Sorge su un rilievo collinare panoramico ricoperto da conifere e querce e comprende sentieri, aree attrezzate e una sala polivalente con punto ristoro. È rilevante non solo per il suo valore naturalistico ed ecologico, ma anche perché, per decenni, ha ospitato concerti, manifestazioni culturali e iniziative sociali, diventando un punto di riferimento per intere generazioni della Valtiberina.
Intorno a questo luogo immerso nel verde si sono formate almeno due generazioni di avventori e oggi, in un mondo in cui i luoghi di aggregazione sani, all’aperto e senza costi di accesso sono sempre meno, il suo ritorno sembra il respiro di una nuova speranza. Ora l’obiettivo è fare in modo che tornino le persone, perché se un albero cade nel bosco ma nessuno lo sente, non fa rumore.





