Dalle api ai satelliti: così 3Bee monitora la salute degli ecosistemi

Virginia Castellucci ospite della seconda puntata del podcast Capra & Cavoli: “Dall'Ue passi indietro su ambiente e sostenibilità”

Le api come sentinelle della salute dell’ambiente e la tecnologia come strumento per leggere, misurare e gestire gli impatti sugli ecosistemi. È dedicata all’esperienza di 3Bee la seconda puntata di “Capra & Cavoli”, il podcast promosso dalla Fondazione Progetto Valtiberina e sostenuto da BPER Banca all’interno del progetto “Imprese per il bene comune”, inserito nel percorso del Distretto di Economia Civile dell’Alta Valle del Tevere.

Dopo l’esordio con Michele Manelli di Salcheto Organic Winery, la serie condotta da Luca Colocucci prosegue con Virginia Castellucci, Head of Sustainability and Advocacy di XNatura, per raccontare l’avventura di una realtà italiana nata attorno al tema della rigenerazione ambientale e cresciuta con l’obiettivo di mettere dati, ricerca e innovazione al servizio della biodiversità.

La puntata parte dal ruolo delle api come bioindicatori: «Le api sono molto sensibili a ciò che succede nell’ambiente, nell’ecosistema», spiega Castellucci. Da qui nasce il primo sensore sviluppato da 3Bee, Hive Tech, pensato per monitorare lo stato di salute degli alveari e ricavare informazioni sull’ambiente in cui vivono.

Oggi il lavoro di 3Bee si è allargato alla natura a 360 gradi, attraverso sensori in campo, immagini satellitari, piattaforme software e strumenti di analisi. Il punto di partenza, secondo Castellucci, resta il dato: «Se si vuole risolvere un problema ambientale bisogna per forza partire dai dati». Monitoraggio, rigenerazione ed educazione sono infatti i tre pilastri attorno a cui l’azienda costruisce i propri progetti.

Al centro dell’intervista c’è anche XNatura, piattaforma che combina intelligenza artificiale, sensori IoT, tecnologie satellitari e cloud computing per aiutare imprese, enti e territori a rendere la sostenibilità un processo misurabile e verificabile.

La conversazione affronta poi il significato della biodiversità, definita da Castellucci come «la ricchezza che abbiamo nel mondo»: un insieme di piante, animali, microrganismi e relazioni, il cui equilibrio può essere compromesso dalla perdita anche di singoli elementi. Da qui deriva la necessità della rigenerazione ambientale, attraverso azioni concrete come la piantumazione di specie autoctone, l’inserimento di piante nettarifere o la creazione di rifugi per impollinatori.

Non manca una riflessione sul rapporto tra imprese, istituzioni e sostenibilità. Per Castellucci, le aziende che continuano a investire in questa direzione hanno compreso che la sostenibilità ambientale è «un vantaggio competitivo di lungo periodo». Più critica, invece, la valutazione sul quadro europeo: secondo l’ospite, le istituzioni Ue hanno fatto «grossi passi indietro rispetto all’ambiente e alla sostenibilità», anche perché oggi sembrano prevalere priorità «più legate alla difesa».

Il messaggio finale resta però orientato all’azione. Gli strumenti, secondo Castellucci, esistono già: occorre riconoscere che la natura non è esterna all’economia, ma una condizione da cui imprese, comunità e territori dipendono direttamente. «Tutti beneficiamo di servizi ecosistemici – sottolinea – le aziende in particolar modo ne hanno beneficiato fino ad ora, semplicemente che l’hanno fatto in modo gratuito».

“Capra & Cavoli” proseguirà nelle prossime settimane con altri protagonisti del mondo imprenditoriale e dell’innovazione sostenibile. Dopo Salcheto e 3Bee, il primo ciclo prevede le puntate con Eric Ezechieli di Nativa, Sonia Ziveri di Davines e Stefano Innocenti di Graficonsul. La serie è disponibile sulle principali piattaforme podcast, tra cui Spotify, YouTube, Apple Podcasts, Amazon Music e Spreaker.

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