La rinascita della Piattaforma di Umbertide ha avuto il suo battesimo culturale con l’arrivo di Sualzo, nome d’arte del fumettista perugino Antonio Vincenti, che venerdì 21 novembre ha presentato la sua ultima graphic novel Per tutte le altre destinazioni, pubblicata da Tunué e arricchita dalle poesie di Silvia Vecchini, con cui l’autore condivide da anni un intenso percorso artistico. L’incontro si è svolto in uno spazio rinnovato, grazie al progetto Piattaforma Cult Hub, con cui Anonima Impresa Sociale ha vinto la terza edizione del bando “InvestiAMOsociale”, promosso da Fondazione Perugia e UniCredit. Il punto culturale polifunzionale di Umbertide, sede della storica libreria Alibù, ha così iniziato una nuova vita.
In dialogo con Filippo Costantini dello spazio POPUP di Perugia, Sualzo ha raccontato il retroterra autobiografico del libro, che affonda le radici in un’esperienza personale tanto formativa quanto inattesa. Nel 1996, ultimo anno prima dell’abolizione della leva militare obbligatoria, Vincenti ricevette infatti la famosa lettera: convinto obiettore, decise di iscriversi al servizio civile, convinto di poterlo svolgere nella propria città, Perugia, magari in biblioteca. Fu invece assegnato a Bibbiena, in Casentino, come primo obiettore di coscienza della storia del Comune, e destinato all’assistenza di persone con disabilità, disturbi psichiatrici o malattie mentali.
Un impatto brusco, quasi traumatico, che l’autore racconta con lucidità: quel contatto quotidiano con il dolore, la fragilità e la solitudine riaccese in lui antichi attacchi di panico e lo costrinse a fare i conti con tutte quelle parti della sua vita che aveva lasciato in sospeso. La musica, abbandonata da tempo; il disegno, che ancora non era diventato un mestiere; la relazione con la fidanzata Giulia, ormai in bilico. Eppure, proprio attraversando quelle giornate difficili, tra incidenti sfiorati e piccole rivelazioni, Sualzo scoprì che quei dodici mesi così scomodi erano in realtà un anno di crescita. “Oggi posso dire che quell’esperienza mi ha cambiato la vita”, ha raccontato al pubblico umbertidese. “Temevo che chi viveva a Bibbiena potesse riconoscersi nei personaggi, o che i miei colleghi obiettori leggessero il libro sentendosi esposti. Ma poi ho capito che quello che racconto è soprattutto un percorso interiore”.
Non è un caso che l’opera abbia colpito anche chi conosce bene il mondo della salute mentale: Massimo Cirri, psicologo, storico conduttore di Caterpillar – oltre che una delle voci di Radio Popolare – e per anni collaboratore di Franco Basaglia (autore della legge omonima che chiuse definitivamente i manicomi in Italia), ha espresso grande apprezzamento per la capacità del fumettista di raccontare la sofferenza psichica, senza patetismi né semplificazioni. “Ho scoperto solo dopo l’importanza che la psichiatria ha avuto in Toscana”, ha spiegato Vincenti. “E il fatto che Cirri si sia riconosciuto in questo tipo di narrazione mi ha rassicurato: significa che il rispetto con cui ho costruito la storia è arrivato”.
Per tutte le altre destinazioni è però molto più di un libro di memorie. È una storia di formazione che unisce delicatezza e ironia, una riflessione sul diventare adulti e sull’imparare a stare, finalmente, “sotto la superficie” delle cose. Non a caso, il nome d’arte di Vincenti – Sualzo – nasce dal dialetto del Lago Trasimeno: così i pescatori chiamano lo svasso maggiore, un uccello capace di lunghe immersioni, tanto da sembrare, ai loro occhi, una creatura quasi mitologica. “Mi è sempre piaciuta l’idea di un animale che può stare sott’acqua, fuori dallo sguardo immediato degli altri – ha detto l’autore –. È una metafora di profondità e di ascolto, la capacità di stare sotto la superficie”.
La presentazione alla Piattaforma è stata anche l’occasione per riflettere sullo stato del fumetto italiano, un tema sul quale Vincenti ha una visione lucida. Secondo l’autore, il settore è cambiato radicalmente rispetto a dieci anni fa: dal dominio delle edicole e dei grandi personaggi seriali – Tex, Diabolik, Dylan Dog – alla centralità della graphic novel, divenuta ormai un vero genere letterario, capace di attrarre lettori adulti e di conquistare spazio nelle librerie. “È un momento complesso ma molto interessante”, ha osservato. “Le edicole stanno scomparendo, ma si sono formati nuovi lettori che prima non avrebbero mai preso in mano un fumetto. E questo, per chi scrive, è un’enorme responsabilità”.
Il cambio della fruizione fa riflettere anche sull’evoluzione del medium fumetto: “Graphic novel, per me, più che un discorso legato alla foliazione, è un prodotto in cui conta l’idea alla base: un racconto che parte dalla storia, non dal personaggio. I protagonisti si trasformano e non sono pensati per essere riutilizzati serialmente. Somiglia più al romanzo di formazione che non alla serie classica. In una novel, non è possibile conservare il personaggio identico per riutilizzarlo all’infinito, come ad esempio Tex. Con il declino delle edicole, quella logica seriale si è trasferita sulle piattaforme streaming che la traducono nelle serie tv”.
Una riflessione che si intreccia al tema della “popolarità” dei fumettisti contemporanei, da Zerocalcare a Gipi, un fenomeno che secondo Vincenti è legato anche ai media e ai social. “È vero che oggi alcuni autori hanno una visibilità enorme, ma spesso è la presenza in altri media ad amplificare questa percezione. Gipi, con un’intervista in TV da Daria Bignardi, è passato in una notte dall’essere conosciuto dagli addetti ai lavori all’essere fermato per strada. Il fumetto da solo ha ancora difficoltà a produrre questo effetto, ma Zerocalcare è riuscito a farlo quasi senza aiuti esterni: questo è davvero straordinario”.
La serata umbertidese si è conclusa con il dj set Shaft… is back!, preludio alla giornata di sabato 22, dedicata invece al confronto tra associazioni del territorio per la creazione di una futura Consulta. Una due giorni che ha confermato la vocazione della nuova Piattaforma: essere non solo uno spazio culturale, ma un luogo di comunità, aperto, vivo e condiviso.





