Torna accessibile l’archivio degli ex Spedali Riuniti di Sansepolcro, recuperato e riordinato al termine di un percorso condiviso tra Azienda USL Toscana Sud Est, Comune di Sansepolcro e Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana, con il sostegno del Ministero della Cultura.
Il fondo, che documenta secoli di storia medico-sanitaria e sociale della Valtiberina, è stato collocato nei locali di Palazzo Ducci Del Rosso, sede della Biblioteca comunale Dionisio Roberti, attrezzati per ospitare oltre 50 metri lineari di documenti.
La documentazione era emersa durante il censimento del patrimonio archivistico condotto dalla Asl tra il 2019 e il 2021. Il valore delle carte è stato pienamente riconosciuto in occasione delle operazioni preliminari di scarto dell’archivio del distretto socio-sanitario di Sansepolcro. Da qui l’attivazione, da parte del direttore della Zona Distretto Valtiberina Giampiero Luatti, di un percorso per individuare una sede idonea, trovando la disponibilità dell’amministrazione comunale e della biblioteca.
La Soprintendenza ha quindi confermato la collocazione presso l’archivio storico cittadino, nel territorio in cui i documenti furono prodotti. Le risorse per il riordino – 9mila euro – sono arrivate grazie a un bando della Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura vinto dalla Asl. Il contributo ha permesso di affidare il lavoro all’archivista Elena Zanchi, sotto la supervisione della Soprintendenza e con il coinvolgimento dei referenti della Asl e del Comune.
L’intervento ha riguardato 1.222 unità documentarie e ha consentito di ricostruire i legami tra i fondi già conservati in comune e quelli provenienti dall’azienda sanitaria, ricongiungendo serie archivistiche della Compagnia e Ospedale di Santa Maria della Misericordia, dell’Ospedale degli Infermi e della Fraternita di San Bartolomeo e Spedale degli Esposti. È stato così possibile ricostruire con continuità le vicende mediche, economiche e sociali della città dalla metà del XIV secolo fino al 1948.
Tra i materiali emergono registri dei “gettatelli”, con i segni di riconoscimento lasciati ai neonati abbandonati, e gli elenchi degli internati civili slavi del campo di concentramento di Renicci di Anghiari, curati a Sansepolcro tra il 1942 e il 1943.
Il prossimo obiettivo sarà l’inventariazione e la sistemazione della documentazione relativa al periodo 1948-1976, anno della chiusura della storica sede ospedaliera e del trasferimento al nuovo ospedale della Valtiberina.





