Il Premio Città del Diario ad Antonio Scurati

Lo scrittore famoso per la serie di libri dedicati al fascismo riceverà il riconoscimento durante la 41esima edizione del Premio Pieve

“Noi non guardiamo la politica. Noi premiamo Scurati per il lavoro incredibile che ha fatto”. Natalia Cangi, direttrice dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, commenta così la decisione di assegnare il premio Città del diario ad Antonio Scurati, lo scrittore divenuto noto per la serie di libri M, incentrati sulla biografia e l’esperienza politica di Benito Mussolini. La notizia è stata resa pubblica dallo stesso Archivio il 6 agosto.

“Quando abbiamo parlato con Scurati è stato felicissimo – ha poi proseguito Cangi -. Ha detto che sarebbe felice di passare del tempo qui a Pieve per conoscere meglio le fonti che parlano del fascismo. Nel nostro archivio ci sono circa 4000 autori che parlano del Secondo conflitto mondiale. Noi non ignoriamo mai la memoria della guerra mondiale, l’archivio rispetta queste anime. Premiare Scurati non è cavalcare un’onda politica. Anche con Walter Veltroni l’approccio fu il medesimo. La decisione non deriva dalle polemiche sul 25 aprile o sulla serie tv, è solo un modo per riconoscere il valore del suo lavoro di ricerca storica. A intervistarlo, inoltre, sarà Camillo Brezzi, che è uno storico di professione. Ci teniamo a difendere la nostra storia”.

La 41esima edizione del festival dedicato alla memoria, ai diari e alle autobiografie si preannuncia ricca di nomi e lavori importanti, dal respiro nazionale e internazionale. A ricevere il premio Tutino Giornalista, intitolato al fondatore dell’Archivio Diaristico, sarà la giornalista palestinese Rita Baroud, una delle rare voci che sono riuscite a raccontare in prima persona la fame e la distruzione di Gaza: “Rita Baroud è una studentessa di lingue che è stata costretta a fuggire ed è diventata la voce di Gaza per il quotidiano La Repubblica – spiega sempre la direttrice Cangi -. Lei ha affermato: ‘Non sapevo nemmeno come si girava un video’, ma sapeva scrivere diari. Noi abbiamo cercato una consonanza, un filo che colleghi le persone a Pieve, e abbiamo trovato che il suo lavoro fosse meritevole di attenzione. Vogliamo dare voce a chi non ce l’ha”.

Il premio si svolgerà dal 18 al 21 settembre nella “Città del diario” e avrà come titolo: 1945-2025 Il ritorno della memoria. Il filo rosso che unisce le storie è infatti il racconto dell’Italia degli ultimi 80 anni, ovvero dalla fine della Seconda guerra mondiale: “La carrellata di 8 finalisti 2025 è esemplare – spiega Natalia -, alcune storie hanno tratti di originalità straordinari. Il programma di quest’anno vuole raccontare le fratture del nostro tempo a partire dal 1945. Cos’è rimasto oggi? Il nostro presente è scuro, sembra che le distanze si siano annullate in questi 80 anni. Invochiamo il ritorno alla memoria perché in queste pagine possiamo fare un percorso di tutto il Novecento. Si parte da Caporetto, passando per la campagna di Russia, Poi l’8 settembre, il Dopoguerra e infine ci sono le fratture del nostro quotidiano”.

Tra i numerosi concorsi e premiazioni saranno presentati i vincitori della seconda edizione del Premio Barnaba, realizzato in collaborazione con il Museo Galileo di Firenze in un incontro con Monica Barni, Alessandro Bollo, Massimo Bucciantini, Natalia Cangi, Roberto Ferrari, Enzo Rammairone, Emanuela Rossi, Domenico Scarpa. “Con Roberto Ferrari, direttore del Museo Galileo, abbiamo pensato a questa collaborazione perché abbiamo immaginato che due musei così diversi potessero trovare il trait d’union che potesse tenerli insieme. Per il concorso abbiamo cercato di immaginare una situazione in cui un testimone racconti la sua esperienza in un museo. Si tratta di uno scritto che ha a che fare con l’esperienza autobiografica e cerca di valorizzare anche i piccoli musei. Inoltre, è un premio che guarda al contemporaneo. Abbiamo ritenuto fosse utile cercare di analizzare il presente attraverso metodologie diverse”.

Diversi i racconti e progetti in calendario: Se queste parole potessero parlare, un’opera che verte sull’analisi simbolica del respiro come prima e ultima manifestazione della vita, dell’artista pugliese Francesco Petrone e a cura di Chiara Guidoni; il percorso in divenire I muri parlano che permette l’accesso a contenuti audio e video legati alla memoria di Pieve e dei suoi abitanti attraverso un QRcode installato sulle mattonelle. Ideato da Diego Dalla Ragione, il percorso sarà anticipato da un primo appuntamento il 23 agosto, data simbolica della liberazione di Pieve, mentre l’incontro al Premio inaugurerà la manifestazione con Giacomo Benedetti, Silvana Baldini e Stefano Silvestri. Inoltre, l’Asilo Umberto I dedicherà diversi spazi ai gruppi di lettura, e alle autrici e agli autori DiMMi, e, in anteprima per il pubblico del Premio, il podcast Genio e innovazione al femminile: voci di cambiamento dalla Toscana realizzato da Marco Stefanelli con una classe del Liceo “Piero della Francesca” di Arezzo.

Quello che risulta è che il Premio Pieve è sempre più una realtà che richiama esperti e appassionati da tutta l’Italia. A testimoniarlo è la partnership avviata con Rai: L’opera giudicata vincitrice dalla Giuria nazionale sarà annunciata nella manifestazione conclusiva memorie in piazza condotta da Guido Barbieri e Monica D’Onofrio, letture di Mario Perrotta e Paola Roscioli, musiche dal vivo di Mario Arcari e Silvia Costanzo. La cerimonia sarà trasmessa in differita da Rai Radio3 il 23 settembre. La direttrice Cangi ha concluso: “Pensiamo sempre che l’aspetto più importante sia quello che ci ha insegnato Saverio Tutino: dare un posto centrale a chi racconta una storia”.

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