L’opera di Nuvolo illumina Città di Castello

Undici mostre, opere inedite e diciotto mesi di celebrazioni per il centenario di Giorgio Ascani, in arte Nuvolo, tra sperimentazione, serigrafia e arte contemporanea

Città di Castello si prepara a vivere uno degli eventi culturali più importanti del 2026. Con l’inaugurazione della Presentazione Ciclica dedicata a Giorgio Ascani, in arte Nuvolo, prende ufficialmente il via il programma del centenario della nascita dell’artista, che si articolerà in diciotto mesi di mostre, eventi e iniziative.

Il progetto, promosso dall’Associazione Archivio Nuvolo insieme alla famiglia Ascani e al Comune di Città di Castello, punta a restituire al pubblico l’intera complessità di un autore che è stato pioniere della serigrafia, sperimentatore e figura chiave dell’arte contemporanea italiana del secondo Novecento.

Nato a Città di Castello il 12 ottobre 1926, Giorgio Ascani cresce in un ambiente ricco di tradizioni artigiane e tipografiche, fondamentali per la sua formazione artistica. Il soprannome partigiano “Nuvolo”, assegnatogli durante la Resistenza, lo accompagnerà per tutta la vita, fino a diventare il suo nome d’arte. Tra i suoi familiari più noti c’è anche Anna Ascani, deputata del Partito Democratico, vicepresidente della Camera e pronipote dell’artista, che contribuisce a mantenere viva la memoria di Nuvolo anche in ambiti istituzionali.

Negli anni Cinquanta viene chiamato a Roma da Alberto Burri, di cui diventa collaboratore e stampatore, entrando nel cuore dell’avanguardia italiana del dopoguerra. Nuvolo sosteneva che l’arte dovesse interrogare i propri strumenti e il proprio tempo, non limitarsi a rappresentare la realtà.

Il suo lavoro è stato così descritto dalla critica Lorenza Trucchi che il 20 aprile del 1977 scrisse su Momento Sera:

«Nuvolo è pittore di materia e poeta delle sue infinite metamorfosi. Un’arte tra scienza e magia, fatta alla pari di razionalità e di fantasia. Da anni Nuvolo si occupa con risultati magistrali di serigrafia (le sue “serotipie” risalgono al ’53-’54) e direi che proprio attraverso questa tecnica è andato via via liberandosi dell’influenza di Burri di cui è stato, per un certo tempo, quasi l’anima gentile. Ecco ora alla Piattelli gli ultimi esperimenti serigrafici, i “videogrammi”, che traggono origine anche dalle esperienze condotte sull’uso del videotape. Partendo da una immagine matrice che una telecamera sonda lungo assi verticali e trasversali si ottengono altre infinite immagini casuali che l’artista a sua volta sceglie e riproduce serigraficamente. L’effetto di questa ultima sublimazione della materia è piuttosto affascinante, tra surreale ed informe, tra decorazione rococò e barbari totem e tutto è unificato da una levita ectoplasmatica e dall’esclusivo impiego del bianco e del nero».

Nuvolo non si limita a dipingere, ma sperimenta materiali, tecniche e tecnologie, trasformando la serigrafia da mezzo riproduttivo a vero e proprio strumento creativo. Parallelamente sviluppa un’intensa attività nel collage (derivato dalla tradizione del Cubismo), nel legno e nella fotografia, fino a spingersi, già dagli anni’70, verso la videoarte e l’arte digitale, diventando uno dei primi artisti italiani a esplorare l’uso del calcolatore elettronico e del videotape.

Il percorso di Nuvolo attraversa oltre mezzo secolo di storia dell’arte, articolandosi in 33 cicli pittorici, ognuno con un linguaggio e una ricerca specifica: dalle superfici frammentate degli Scacchi ai Legni Collage, dalle opere su carta e tessuto alle sperimentazioni digitali.

A sottolineare l’unicità dell’arte di Nuvolo, il presidente della Fondazione Burri, Bruno Corà, ha indicato il ciclo Genesi, opere realizzate in nitrocellulosa su carta su truciolato risalenti ai primi anni ‘90,  come esempio della sua originalità:

“Io sceglierei le Genesi. Ecco, qui credo che lui sia unico. Unico nel senso che non esiste nessun altro capace di realizzare, tecnicamente, un’opera come questa: per policromia, articolazione dell’immagine, ricchezza formale e pittorica”.

Il professore ha inoltre aggiunto: “Si tratta di una cosa fatta in un istante: non servono dieci anni, ma un attimo. Eppure nessun altro è in grado di farla così. Per me questa è l’opera che può rappresentare meglio Nuvolo e consegnarlo ai secoli, perché nessuno ha fatto qualcosa di simile. Le altre opere possono avere relazioni con altri pittori, ma questa è solo sua”.

Proprio questa tensione verso l’innovazione è stata ricordata dal figlio Paolo, vice presidente dell’Archivio Nuvolo, che con il padre artista ha portato avanti una collaborazione in un rapporto “mente braccio”: “Mio padre è stato un pioniere e un antesignano dell’arte digitale. Già nei primi anni ‘70 io e lui abbiamo lavorato insieme per realizzare alcune opere usando il calcolatore. All’epoca in Italia c’era solo la televisione in bianco e nero, non esisteva nemmeno Rai 3. Era un precursore assoluto dell’arte digitale”.

Anche l’assessora alla Cultura Michela Botteghi ha sottolineato l’importanza del progetto:

“Oggi entriamo nel vivo degli eventi che evidenziano l’importanza di Nuvolo per il centenario dalla sua nascita. Avremo 11 mostre dei 33 cicli pittorici dell’artista che verranno esposti nella Pinacoteca per 18 mesi. Il progetto è realizzato in collaborazione tra l’Archivio Nuvolo e l’amministrazione comunale. Io sono coinvolta con il mio ufficio cultura e sono molto felice che molte persone intendano omaggiare Nuvolo nella sua città. Abbiamo il sostegno del museo di New York ma anche del Ministero della Cultura, che ha riconosciuto questo evento come un momento di grande valore e importanza per la nazione”.

Eppure Nuvolo ha sempre mantenuto una posizione autonoma rispetto al mercato dell’arte. Dagli anni ‘60 sceglie di non legarsi a gallerie, mercanti o collezionisti, preferendo insegnare per vivere e dedicarsi alla ricerca artistica senza compromessi, una scelta che oggi emerge come una delle chiavi della sua libertà creativa.

La grande mostra al Palazzo Vitelli alla Cannoniera di Città di Castello sarà quindi molto più di una semplice retrospettiva. In diciotto mesi, con undici allestimenti successivi, verrà ricostruito l’intero arco della produzione di Nuvolo, dalle prime prove degli anni Cinquanta fino alle ultime opere realizzate poco prima della sua morte, avvenuta il 10 ottobre 2008, poco prima del suo 82° compleanno. Un racconto completo che consentirà di cogliere la coerenza di un artista capace di passare dalla materia alla tecnologia, dal collage al digitale, mantenendo sempre al centro una visione profondamente contemporanea.

Come ha ricordato il sindaco Luca Secondi, il centenario non è solo una celebrazione, ma “un’occasione per rafforzare il profilo culturale della città e il suo ruolo sulla scena nazionale e internazionale”. Una visione condivisa anche dall’assessora Botteghi, che ha definito l’evento una vera vetrina internazionale per il patrimonio artistico tifernate.

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