Lo Stendardo della Santissima Trinità di Raffaello verso New York

Sopralluogo dell'amministrazione tifernate all’Istituto Centrale per il Restauro: l’opera sarà protagonista della mostra al Metropolitan Museum

È una delle testimonianze più preziose del primo Raffaello, l’unica opera del maestro urbinate rimasta a Città di Castello e l’unico suo dipinto mobile conservato in Umbria. Lo Stendardo della Santissima Trinità, custodito nella Pinacoteca Comunale, è al centro di un articolato intervento di restauro in corso presso l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma, in vista della sua partecipazione alla grande mostra “Raphael, sublime poetry”, in programma al Metropolitan Museum of Art di New York tra marzo e giugno 2026.

Nei giorni scorsi il sindaco di Città di Castello Luca Secondi e l’assessore alla Cultura Michela Botteghi hanno effettuato un nuovo sopralluogo all’ICR – il secondo dopo quello di dicembre – per verificare lo stato di avanzamento dell’intervento conservativo e delle ricerche scientifiche che accompagnano il restauro dell’opera.

Un capolavoro giovanile di straordinaria complessità

Lo Stendardo processionale, dipinto a olio su tela su due facce (166×94 cm ognuna), raffigura da un lato la Santissima Trinità con i santi Sebastiano e Rocco, dall’altro la Creazione di Eva. Generalmente datato tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, è considerato dagli studiosi una testimonianza di eccezionale importanza dell’attività giovanile di Raffaello Sanzio, nella quale sono già riconoscibili molte delle qualità che l’artista svilupperà nella sua produzione matura.

L’intervento in corso si inserisce in una lunga storia di restauri condotti dall’ICR, a partire da quello “storico” del 1952 diretto da Cesare Brandi, proseguito con gli interventi del 1983 e del 2006 sui due lati dell’opera. Il progetto attuale, avviato nel 2021 su proposta del Comune di Città di Castello e concordato con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, rappresenta un ulteriore passo in avanti sul piano scientifico e conservativo.

Un restauro innovativo e nuove ricerche scientifiche

Durante il sopralluogo, il direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro, Luigi Oliva, ha sottolineato il valore dell’intervento in corso:
“Si tratta di un restauro innovativo rispetto a quelli precedenti, che ha cercato di restituire una maggiore leggibilità e fruibilità dell’opera, molto compromessa dalle critiche vicende storiche subite. A questo abbiamo affiancato un consistente studio scientifico e una campagna diagnostica con strumenti molto avanzati, con cui speriamo di gettare nuova luce su questo straordinario saggio giovanile dell’Urbinate”.

Un lavoro complesso che coinvolge restauratori, storici dell’arte, fisici, chimici e specialisti della diagnostica, chiamati a indagare in profondità materiali, tecniche esecutive e stratificazioni dell’opera.

Dal laboratorio romano alla ribalta internazionale

Al termine del restauro, lo Stendardo della Santissima Trinità sarà trasferito a New York, dove diventerà uno dei protagonisti della grande mostra monografica su Raffaello curata da Carmen Bambach, che presenterà oltre 200 opere provenienti dai principali musei internazionali. Il Metropolitan Museum of Art ha sostenuto direttamente l’intervento di restauro, riconoscendone il valore scientifico e culturale.

“Ringraziamo il direttore Oliva e tutto il gruppo di lavoro per il grande apporto professionale profuso”, ha dichiarato il sindaco Luca Secondi. “Un intervento che arricchirà la conoscenza della fase formativa del genio del Sanzio e contribuirà in modo significativo sia all’esposizione newyorkese sia, al rientro dell’opera, alla sua migliore fruizione nella Pinacoteca comunale”.

Sulla stessa linea l’assessore Michela Botteghi: “Il restauro in corso è un intervento di tutela e valorizzazione di altissimo livello. Come amministratori ci sentiamo fieri e responsabili di aver contribuito a un’operazione culturale così innovativa”.

Uno sguardo al futuro

L’intervento conservativo e le ricerche scientifiche svolte saranno documentati in una pubblicazione dedicata, corredata da un ampio apparato fotografico e scientifico. Un ulteriore tassello nel percorso di valorizzazione di un’opera che continua a raccontare, a distanza di oltre cinque secoli, le origini di uno dei più grandi protagonisti del Rinascimento.

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