La Pala di Santa Cecilia, gioiello della pinacoteca di Città di Castello, potrà presto tornare allo splendore originario grazie ad un restauro integrale di pellicola e supporto.
Il progetto è stato illustrato in occasione della cerimonia per i centoundici anni del museo tifernate, giovedì 29 giugno, alla presenza del massimo esperto signorelliano Tom Henry e di Giuseppe Sterparelli, promotore del retaruro già curatore della monografia Luca Signorelli a Città di Castello.
Nell’occasione il dipinto commissionata dalle monache francescane a inizio Cinquecento è stato oggetto di visite accompagnate dalle letture delle attrici tifernati Irene e Marta Bistarelli e dalla musica dell’organista assisano Simone Marcelli.
L’opera proseguirà ad essere visibile nelle sale di Palazzo Vitelli alla Cannoniera anche durante il restauro, che sfrutterà l’Art Bonus e ha raccolto la candidatura dell’Università eCampus come mecenate dell’iniziativa.
L’intervento servirà anche a chiarire i dubbi che nel tempo hanno riguardato l’attribuzione del dipinto per l’annerimento della superficie dovuto a secoli di illuminazione a candela che hanno reso difficoltoso riconoscere la mano Signorelli da quella dei suoi allievi.





