Dodici minuti di differenza tra un’estremità e l’altra del territorio comunale. Questa mattina, domenica 21 giugno, nel giorno del solstizio d’estate, è stato misurato il tempo che separa il sorgere del sole a Monte Ruperto, exclave del Comune di Città di Castello situata nelle Marche, tra Apecchio e Sant’Angelo in Vado, e l’arrivo dei primi raggi nel centro storico tifernate.
Il rilevamento ha segnato le 5.39 a Monte Ruperto e le 5.51 a Città di Castello, con l’osservazione dal punto più alto della torre civica. Il dato è stato documentato visivamente nelle due località e si inserisce nel programma di iniziative per il 770° anniversario dell’assoggettazione della Baronia di Monte Ruperto al capoluogo tifernate.
La particolarità è nota da tempo, ma quest’anno è stata trasformata in un momento pubblico e documentato: non tanto per costruire una curiosità fine a se stessa, quanto per riportare l’attenzione su una delle vicende storiche più singolari legate a Città di Castello. Monte Ruperto si trova infatti a oltre quaranta chilometri dal capoluogo comunale, in territorio marchigiano, ma appartiene ancora oggi al Comune tifernate.
Sul posto, a Monte Ruperto, erano presenti alcuni rappresentanti della Compagnia dei Balestrieri di Città di Castello, guidata dal presidente Francesco Izzo, insieme al professor Giovanni Cangi, divulgatore e profondo conoscitore della storia della Baronia. Dal lato tifernate, invece, l’alba è stata seguita dalla torre civica con il supporto dei Vigili del Fuoco del distaccamento cittadino e documentata dall’Ufficio Stampa del Comune.
In piazza Gabriotti erano presenti, tra gli altri, l’assessore alla Cultura Michela Botteghi, il capo di gabinetto Gaspare Pierangeli, coordinatore delle celebrazioni insieme alla referente logistica Elena Mesce, l’ingegner Marco Conti, autore con Cangi di una pubblicazione dedicata alla vicenda, e alcuni cittadini che hanno seguito l’iniziativa dalle prime ore del mattino.

La storia della Baronia affonda nel XIII secolo. Secondo la tradizione, una grave carestia colpì il territorio di Monte Ruperto e la piccola comunità ricevette aiuto da Città di Castello, nonostante la distanza e le difficoltà di collegamento dell’epoca. Il barone, rimasto senza eredi, avrebbe poi ceduto il territorio al gonfaloniere tifernate come segno di riconoscenza. La data che segna il passaggio sotto il dominio di Città di Castello è il 25 giugno 1256.
Da questa vicenda deriva anche il titolo di barone che, per tradizione, viene associato al sindaco tifernate in carica. Il primo cittadino Luca Secondi ha definito la rilevazione di questa mattina “un avvio di estate da ricordare”, parlando di una “certificazione visiva” di un fenomeno che contribuisce a raccontare storia, tradizione e identità del territorio comunale.
Al di là dell’aspetto simbolico, la giornata apre una settimana di celebrazioni dedicate alla Baronia di Monte Ruperto, con un programma che intreccia storia, escursioni e momenti pubblici. Il vicesindaco Giuseppe Bernicchi ha sottolineato l’intenzione dell’amministrazione di trasformare le celebrazioni in un appuntamento annuale, inserendo anche la consegna del “Ruperto”, moneta simbolica destinata a personalità legate alla storia della Baronia.





