“Forme del Sacro”, la ricerca di Bruschetti oltre il Futurismo

In mostra alla Pinacoteca di Città di Castello opere e bozzetti tra anni Trenta e Sessanta

È stata inaugurata nella Event Room della Pinacoteca comunale di Città di Castello la mostra “Forme del Sacro. Alessandro Bruschetti oltre il Futurismo”, visitabile fino al 15 febbraio 2026. L’esposizione, promossa dal Comune con l’assessorato alla Cultura, propone un approfondimento inedito sulla produzione sacra di Alessandro Bruschetti, artista umbro noto per il suo percorso futurista ma legato in modo significativo alla città tifernate.

Curata dalla storica dell’arte Eleonora Reali, la mostra rappresenta il primo studio specifico dedicato al rapporto tra spiritualità, sperimentazione formale e linguaggio figurativo nell’opera di Bruschetti. Nato a Perugia, l’artista visse e lavorò a lungo a Città di Castello, dove dagli anni Trenta al secondo dopoguerra affiancò all’attività pittorica un’intensa opera di restauro e la realizzazione di importanti interventi murali.

Il percorso espositivo ricostruisce l’evoluzione del suo linguaggio, mettendo in relazione l’esperienza futurista – maturata accanto a Gerardo Dottori – con una ricerca personale che, proprio a Città di Castello, trovò spazio per svilupparsi in direzioni nuove. Alcuni interventi realizzati in città, come le pitture del Cimitero Monumentale e della Basilica di Santa Maria Maggiore, furono al centro di dibattiti e polemiche, segno di un contesto culturale particolarmente vivace.

In mostra sono esposti lavori significativi, tra cui il bozzetto per la decorazione della Cappella Mancini-Sernini (1939) e il bozzetto della Resurrezione (1933), presentato alla Biennale di Venezia del 1934 e oggetto di critiche negli ambienti più conservatori per l’audace accostamento tra soggetto sacro e modernità formale. Spiccano inoltre l’Aero-autoritratto del 1933, sintesi di aeropittura, figurazione e spiritualità, e “Espansione di luce ruotante” (1965), opera delle collezioni civiche tifernati che documenta la fase più astratta della produzione dell’artista.

Secondo la curatrice Reali, la mostra consente di leggere in modo unitario stagioni artistiche diverse, mettendo al centro il tema dell’arte sacra come filo conduttore di una ricerca che attraversa oltre trent’anni. Un’impostazione condivisa anche dallo storico dell’arte della Soprintendenza Lorenzo Fiorucci, che ha sottolineato il valore dell’esposizione come contributo alla conoscenza di un protagonista della pittura umbra del Novecento, ancora poco indagato sotto questo profilo.

All’inaugurazione ha preso parte un pubblico numeroso, insieme ai familiari dell’artista. A rappresentare l’amministrazione comunale è stata l’assessora alla Cultura Michela Botteghi, che ha ricordato come la mostra si inserisca in un ciclo di esposizioni dedicate agli artisti umbri del Novecento, avviato con Gerardo Dottori e ospitato nella Event Room della Pinacoteca.

La mostra è visitabile negli orari di apertura del museo: dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 (chiuso il lunedì).

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