È stata di recente annunciata la mostra “Raphael: Sublime Poetry”, in programma dal 23 marzo al 28 giugno 2026 al Metropolitan Museum of Art di New York. L’esposizione porterà negli Stati Uniti oltre 200 opere autografe di Raffaello Sanzio, provenienti da prestigiose istituzioni internazionali come i Musei Vaticani, gli Uffizi, il Louvre, il Prado, la British Library e la National Gallery.
Tra i capolavori in viaggio verso la “grande mela” ci sarà anche lo Stendardo della Santissima Trinità, tela conservata presso la Pinacoteca comunale di Città di Castello. L’opera, attribuita al giovane Raffaello, tornerà visibile al pubblico internazionale dopo il completamento del restauro, affidato all’Istituto Centrale del Restauro e finanziato dallo stesso Met. Sarà questa la sua prima apparizione pubblica dopo l’intervento.
La tela, dipinta a olio, raffigura sulla sinistra la Trinità con i santi Rocco e Sebastiano, mentre sulla destra compare la scena della Creazione di Eva dalla costola di Adamo. È considerata una delle primissime opere dell’artista urbinate, l’unica presente in Umbria e l’unica opera mobile di Raffaello nella regione. Di proprietà del Comune, lo Stendardo è custodito nella Sala della Contemplazione della Pinacoteca tifernate, ed è stato stimato intorno ai 6 milioni di euro per il suo straordinario valore artistico e culturale.
“La richiesta di prestito è arrivata circa un anno fa dal presidente del Met Max Hollein e dalla direttrice Marina Kellen French”, hanno spiegato il sindaco Luca Secondi e l’assessore alla cultura Michela Botteghi. “Da lì si è aperto un complesso iter istruttorio e autorizzativo curato dal Servizio Cultura del Comune in stretta collaborazione con la Soprintendenza e l’Istituto Centrale del Restauro, che ha già seguito un primo intervento nel 2021 in occasione della mostra ‘Raffaello giovane a Città di Castello e il suo sguardo’”.
Quel primo restauro, avviato in occasione del Cinquecentenario, non fu però completato per via delle tempistiche compresse e delle difficoltà legate alla pandemia. Ora, grazie all’autorizzazione definitiva del Ministero della Cultura e al supporto finanziario del Met, il progetto di recupero può finalmente entrare nella sua fase conclusiva.
Il nuovo intervento si concentrerà sulle lacune percettive ancora presenti, che alterano la lettura complessiva dell’opera. I lavori saranno preceduti da una fase di analisi diagnostica approfondita, condotta con l’ausilio di strumentazioni avanzate e con la collaborazione di laboratori specializzati tra Napoli e Roma. Nei prossimi giorni, l’opera sarà trasferita nella sede dell’ICR, con modalità di movimentazione calibrate al millimetro per garantire la massima sicurezza, sia in fase di trasporto che di futura esposizione oltreoceano.
“Oltre alla visibilità internazionale per lo Stendardo e per il nostro museo”, concludono Secondi e Botteghi, “questa operazione rappresenta un’occasione di valorizzazione concreta. Il Comune riceverà dal Met un fee di 30.000 euro a copertura delle spese vive per il restauro. Ma soprattutto, grazie a questa prestigiosa esposizione, l’opera-simbolo del patrimonio raffaellesco tifernate potrà essere conosciuta, ammirata e studiata da una platea globale, con riflessi positivi sulla reputazione culturale del territorio che la custodisce”.





