Caduta dall’alto: grave un operaio 53enne di Città di Castello

È successo a Ramazzano: l’uomo in terapia intensiva a Perugia. La denuncia di Fillea Cgil: “Senza risorse e controlli, i rischi aumentano”

Ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia dopo una caduta dall’alto. Non si spezza la catena dei gravi infortuni sul lavoro e stavolta è coinvolto un operaio 53enne di Città di Castello, impegnato sulla copertura di un immobile a Ramazzano, frazione del Comune capoluogo dell’Umbria. A un certo punto, l’uomo è precipitato da un’altezza di circa dieci metri, vittima del crollo di un solaio. Soccorso dal personale del 118, è stato trasportato in codice rosso nella struttura sanitaria perugina. Sul posto, sono intervenuti anche i carabinieri, il personale del 118, l’Ispettorato del lavoro e i tecnici della Usl Umbria 1.

«Ancora una volta ci troviamo di fronte a una caduta dall’alto, una delle principali cause di infortuni gravi e mortali nei luoghi di lavoro, in particolare nei settori più esposti come quello dell’edilizia così come in agricoltura, settori che anche in Umbria continuano a pagare un prezzo inaccettabile in termini di salute e vite umane».

Questo il contenuto di una nota emessa da Fillea Cgil dell’Umbria, che prosegue: «Mentre sono in corso i necessari accertamenti per chiarire la dinamica dell’accaduto, il rapporto di lavoro e il rispetto delle misure di prevenzione e sicurezza, non possiamo che sottolineare quanto la sicurezza sul lavoro debba essere una priorità del governo e che quanto fatto finora non sia sufficiente. Aumentano gli infortuni sul lavoro che colpiscono le persone più anziane e cresce l’età pensionabile. La mancanza di risorse, l’indebolimento dei controlli e un sistema degli appalti che spesso frammenta responsabilità e tutele, contribuiscono ad accrescere il rischio. Servono investimenti mirati, formazione continua, controlli rigorosi lungo tutta la filiera, qualificazione all’ingresso delle imprese e una reale assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti».

«Non possiamo continuare a contare feriti e morti sul lavoro – conclude la Fillea Cgil Umbria -, non bastano le frasi di cordoglio o rammarico né azioni parziali e di propaganda. Serve sostanza. In attesa che gli accertamenti facciano piena chiarezza sull’accaduto, esprimiamo vicinanza e solidarietà al lavoratore ferito e alla sua famiglia».

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