Un nuovo modo di essere valle

Prende vita il Distretto di Economia Civile: un progetto interregionale per ripensare lo sviluppo delle nostre comunità tra Umbria e Toscana

C’è un momento, in ogni territorio, in cui le cose smettono di andare avanti per inerzia. Un momento in cui non basta più dire che “è sempre stato così”. Che si parli di economia, di comunità, di sviluppo, arriva il tempo in cui serve fare una scelta: restare fermi o cambiare pelle. Forse, quel momento è arrivato anche per la nostra valle, territorio dove sta maturando – giorno dopo giorno – una nuova visione di crescita.

Il primo segno tangibile di questo cambiamento è la creazione del Distretto Interregionale di Economia Civile dell’Alta Valle del Tevere. Un progetto nato ormai due anni fa dall’iniziativa di Fondazione Progetto Valtiberina e cresciuto nel tempo attraverso il confronto tra cittadini, imprese, amministrazioni e mondo del terzo settore che oggi operano nei nostri 15 comuni.

Alla base di tutto, una visione: quella dell’Economia Civile. Un paradigma che non misura la crescita in termini di profitti, ma in relazioni, benessere condiviso, qualità della vita. Un’idea che da anni viene portata avanti da economisti accreditati come Stefano Zamagni e Luigino Bruni, e che in tutta Italia sta prendendo forma attraverso distretti, scuole, reti d’impresa e laboratori locali. Un’economia che non rinnega il mercato, ma lo colloca in una dimensione più umana, generativa, capace di creare valore a partire da ciò che una comunità è in grado di coltivare insieme.

Questa visione, che affonda le radici nel pensiero umanistico e nella tradizione italiana, propone di riscrivere il modo in cui pensiamo alla crescita: non più come competizione individuale, ma come costruzione collettiva, fondata su reciprocità, fiducia, cura. Non un’utopia, ma un modello già in atto in molti territori: distretti, scuole, reti di imprese che stanno mostrando come si può generare valore mettendo al centro il bene comune.

Il progetto interregionale

È dentro questo orizzonte che si inserisce oggi anche l’Alta Valle del Tevere. E forse non è un caso: perché proprio in un territorio di confine, a cavallo tra due regioni, con una forte identità locale e una grande voglia di futuro, può nascere qualcosa che abbia il coraggio di indicare una strada diversa.

Dal 2023 la Fondazione ha avviato un percorso puntuale che ha attraversato tappe significative: incontri pubblici, tavole rotonde, la creazione di un Comitato Promotore, la redazione di un Manifesto – tutto con l’obiettivo di mobilitare cittadini, imprese, terzo settore e istituzioni intorno a cinque assi fondamentali: società, cultura, ambiente, economia e organizzazione civica. Il progetto ha raccolto l’adesione di svariate amministrazioni locali. Monte Santa Maria Tiberina, Città di Castello, Sansepolcro, San Giustino, Citerna, Anghiari e ora anche Montone: questi, ad oggi, i Comuni che hanno scelto di far parte di questa sfida collettiva.

Distretto di Economia Civile: ecco la presentazione

Il 13 settembre, a Sansepolcro (Palazzo delle Laudi), verrà presentato ufficialmente il Distretto: un momento di apertura della nuova fase operativa, con la presentazione della governance e dei tavoli tematici che guideranno il lavoro sui cinque assi individuati. Seguirà, il 16 settembre, il primo Tavolo di Lavoro dedicato alle Società Benefit, una giornata in cui il modello giuridico dell’impresa con scopo sociale si incontrerà con l’ambito territoriale di sviluppo comunitario.

La nostra valle non ha bisogno di miracoli, ma di visioni lucide e mani che lavorano insieme. Il Distretto è uno strumento, non un punto d’arrivo. È il luogo dove idee, competenze, differenze e responsabilità si incontrano per generare qualcosa di nuovo. È un progetto aperto, che non chiede applausi ma partecipazione.

Oggi, come negli ultimi due anni, TTV continuerà a raccontare questo cammino con chiarezza e attenzione. Perché crediamo che ciò che sta nascendo qui possa essere davvero un modello, uno stimolo, un riferimento anche per altri territori che, come il nostro, cercano nuove strade per crescere senza dimenticare chi sono.

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