Il Piano strutturale intercomunale (PSI), a cui Sansepolcro, Anghiari, Monterchi e Caprese Michelangelo lavorano congiuntamente dal 2018, si avvia alla fase dell’adozione nei rispettivi consigli comunali. La proposta di piano, approvata a fine luglio dal consiglio dell’Unione dei comuni, è stata illustrata nei giorni scorsi a Palazzo delle Laudi ai professionisti che operano nei quattro comuni.
A fare gli onori di casa Riccardo Marzi, vicesindaco e assessore all’urbanistica di Sansepolcro. Tra i relatori gli architetti Laura Tavanti, del gruppo di progettazione, e Massimiliano Baquè, dirigente del servizio urbanistica del comune di Sansepolcro e responsabile del procedimento. In particolare è stata Tavanti a mettere in evidenza gli aspetti chiave del piano, a partire dal recepimento del concetto, previsto nella normativa regionale, di “territorio urbanizzato”, quello cioè dove si potrà concentrare la maggior parte degli interventi: “La nostra attenzione massima è andata alla definizione di un perimetro che fosse coerente con le risposte da dare al territorio e alle amministrazioni”, ha detto, sottolineando comunque che “la legge ci lascia pochi margini”.
Il processo dialettico fra la filosofia del “consumo di suolo zero” indicata dalla Regione e la volontà dei comuni è stato commentato anche da Marzi: “In Toscana abbiamo una cornice definita da criteri talvolta un po’ ideologici, ma a quelli ci dobbiamo conformare”, ha detto, puntando soprattutto l’attenzione sui passaggi successivi: “È obiettivo molto definito arrivare alla scadenza del mandato elettorale a primavera 2027 avendo almeno adottato il Piano operativo, che è l’unico strumento effettivo che ha un’amministrazione comunale, e di questo a Sansepolcro siamo coscienti in modo particolare perché siamo un po’ più indietro rispetto ad altri”, ha affermato il vicesindaco. “Vedo però anche un orizzonte più vicino, che è quello dell’avvio entro la prossima primavera del procedimento del Piano operativo”, ha aggiunto Marzi.
Tornando al Piano strutturale, l’adozione nei quattro consigli comunali aprirà una finestra di 60 giorni in cui potranno essere presentate osservazioni. Su questo Baquè ha voluto fare una puntualizzazione: “Il volume delle osservazioni incide profondamente sui tempi di approvazione del piano, quindi se arrivano in un numero congruo e soprattutto con argomenti circostanziati e corretti diventa tutto facile. Avere invece un volume enorme di osservazioni da dichiarare non pertinenti perché improcedibili rallenterebbe solamente la procedura”, ha specificato.
Nella parte finale dell’incontro sono state poste dai presenti alcune domande sulle previsioni relative alla diga di Montedoglio (“La volontà dei comuni rivieraschi è trovare un equilibrio perché ci sia anche un utilizzo turistico, ma le difficoltà sono oggettive”, ha detto Marzi), alla ferrovia Sansepolcro-Arezzo (“Il potenziale percorso è previsto nel piano provinciale e quindi è recepito nel PSI”, ha spiegato Baquè), alla mobilità lenta (“abbiamo messo a sistema – ha riferito Marzi – una serie di iniziative, dalla ciclovia sull’ex tracciato della ferrovia ai cammini di Francesco, che ci permetteranno di qualificarci come territorio attrattivo anche da questo punto di vista”).





