Il progetto di demolizione e ricostruzione della scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri di Città di Castello si avvia verso una svolta. Il Collegio Consultivo Tecnico (CCT) ha espresso parere favorevole alla risoluzione del contratto di appalto con l’impresa incaricata da Invitalia, riconoscendo le gravi inadempienze denunciate dal Comune.
La decisione consente ora all’amministrazione guidata da Luca Secondi di avviare le procedure necessarie, informando Invitalia e i ministeri competenti per l’individuazione di una nuova azienda che possa completare l’intervento, finanziato con oltre 10 milioni di euro di fondi PNRR e cofinanziato con circa 1,5 milioni dal Comune.
«È stata riconosciuta la legittimità delle ragioni dell’amministrazione – ha sottolineato il sindaco Secondi –. Ci attiveremo prontamente per gli atti di nostra competenza, con l’auspicio che Invitalia individui quanto prima una nuova impresa per il completamento dei lavori».
“Cantiere fermo al 6,7%“
Secondi ha ricostruito in consiglio comunale l’intera vicenda, ricordando come già dal luglio 2024 fossero state segnalate inadempienze da parte del direttore dei lavori. A carico dell’impresa sono stati emessi complessivamente 36 ordini di servizio, rimasti in gran parte inevasi.
Dopo l’avvio in subappalto delle demolizioni, concluse tra settembre 2024 e gennaio 2025, l’attività si è di fatto arrestata. «Ad oggi i lavori effettivamente realizzati ammontano a circa 528mila euro, pari al 6,7% dell’importo contrattuale – ha spiegato il sindaco –. Non essendoci stati avanzamenti ufficiali, né lo stesso appaltatore né i subappaltatori hanno percepito alcun pagamento».
Il primo cittadino ha inoltre respinto le voci secondo cui l’impresa, già inadempiente, sarebbe stata nuovamente coinvolta: «L’unico contratto in essere è quello sottoscritto nel 2024. L’opzione contrattuale aggiuntiva richiesta dall’azienda non è mai stata formalizzata, proprio per tutelare l’ente».
Il dibattito in Consiglio
La questione è stata al centro di un’interrogazione presentata dai consiglieri di opposizione Elda Rossi e Riccardo Leveque (Fratelli d’Italia), Tommaso Campagni (Forza Italia), Valerio Mancini (Lega), Andrea Lignani Marchesani (Castello Civica) e Roberto Marinelli (Lista Civica Marinelli Sindaco).
La consigliera Rossi ha espresso preoccupazione per l’impossibilità di rispettare il termine previsto della primavera 2026 e ha chiesto chiarimenti su eventuali somme già corrisposte e sui pagamenti ai subappaltatori. Ha inoltre invitato il sindaco a riferire periodicamente in consiglio comunale sull’evoluzione della vicenda.
Secondi ha ribadito che «la responsabilità è innanzitutto dell’impresa inadempiente» e ha auspicato un impegno condiviso da parte di tutte le forze politiche per arrivare a una conclusione positiva: «C’è stato un lavoro politico trasversale importante. Continueremo a sollecitare il Governo per ottenere le deroghe necessarie a completare l’opera».
In replica, Rossi ha confermato la necessità di unità: «Anche noi auspichiamo che le forze politiche si uniscano. Era per noi fondamentale capire quanto il Comune sia stato attento nella fase di esecuzione dei lavori».





