Un nuovo passaggio istituzionale si apre nella complessa vicenda che intreccia edilizia e accorpamenti scolastici a Città di Castello. Martedì 17 febbraio, alle ore 11, è infatti in programma a Perugia, in Prefettura, un incontro promosso dal prefetto Francesco Zito per affrontare la situazione della scuola media “Dante Alighieri”, con particolare riferimento allo stop dei lavori di ricostruzione e alle ricadute organizzative legate al piano di dimensionamento della rete scolastica regionale.
L’iniziativa nasce, come spiegato dall’amministrazione comunale, da una sollecitazione formale del Comune di Città di Castello, che da tempo chiede un confronto diretto con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con Invitalia, l’agenzia nazionale per lo sviluppo incaricata della gestione degli interventi finanziati. Al tavolo, che vedrà la partecipazione anche di interlocutori collegati da remoto, l’obiettivo è quello di individuare un percorso risolutivo per sbloccare una situazione che si trascina da oltre un anno.
“Il prefetto di Perugia – hanno dichiarato il sindaco Luca Secondi e l’assessora ai Servizi educativi Letizia Guerri – si è attivato per ricercare un confronto con le istituzioni competenti, raccogliendo l’appello che l’amministrazione comunale sta rivolgendo da tempo affinché la questione della ricostruzione della ‘Dante Alighieri’ venga affrontata in maniera concreta e definitiva”. Un ringraziamento espresso anche per “l’attenzione e la vicinanza dimostrate” e per la convocazione dell’incontro del 17 febbraio.
Accanto al nodo dell’edilizia scolastica, resta però centrale anche il tema del dimensionamento. L’amministrazione comunale ha ribadito in più sedi la propria contrarietà alla scelta di accorpare l’istituto “Alighieri-Pascoli” ai due circoli didattici cittadini, una decisione assunta con il decreto direttoriale del 28 gennaio 2026 e già contestata sia sul piano politico che su quello tecnico-organizzativo. Una scelta definita “illogica”, che – secondo il Comune – non tiene conto della situazione logistica attuale, segnata dall’assenza della sede storica della scuola media, né delle istruttorie che avevano portato la Regione a individuare soluzioni diverse per il piano di riorganizzazione.
Proprio su questi aspetti, lunedì scorso il sindaco e l’assessora Guerri hanno incontrato a Perugia il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria, Ernesto Pellecchia, ribadendo “l’impossibilità tecnica, allo stato attuale, di recepire il provvedimento di dimensionamento”. A supporto delle richieste del Comune è stata richiamata anche la raccolta firme promossa nelle ultime settimane, a testimonianza di una mobilitazione ampia della comunità scolastica e cittadina.
Accanto al fronte istituzionale, nelle ultime ore si è mosso anche quello dei genitori, che attraverso un comunicato hanno chiesto un confronto diretto con l’ex commissario ad acta per discutere le criticità generate dal piano di dimensionamento. I rappresentanti del movimento cittadino contro l’accorpamento parlano di una richiesta sostenuta da oltre 3.200 sottoscrizioni, di cui più di 650 raccolte tra docenti e personale della scuola, ribadendo la contrarietà allo smembramento dell’Istituto “Alighieri-Pascoli” e alla redistribuzione delle sezioni tra il Primo Circolo “San Filippo” e la Direzione Didattica “Pieve delle Rose”.
Nel documento diffuso dai genitori vengono evidenziate le ricadute organizzative e didattiche del provvedimento, con particolare riferimento alla continuità formativa, alla qualità dell’offerta educativa e alla gestione di istituti già ampi e territorialmente frammentati. Una situazione aggravata, sottolineano, dalla mancanza della sede fisica della scuola secondaria, che rende complessa anche la fase delle iscrizioni: alle famiglie viene chiesto di indicare una sede che, di fatto, al momento non esiste se non quella di via Collodi. Analoga incertezza riguarda il personale docente, chiamato entro il 14 febbraio a indicare la scuola di servizio in un quadro ancora instabile.
“I genitori chiedono un confronto diretto – spiegano i rappresentanti del movimento – al fine di rivalutare le scelte prese, alla luce anche del Programma formativo della Regione Umbria per l’anno scolastico 2026/2027”, con l’obiettivo dichiarato di tutelare “la qualità della scuola, la serenità delle famiglie e la stabilità del sistema educativo cittadino”.
Nel frattempo, l’amministrazione comunale conferma la volontà di proseguire su un doppio binario: da un lato il confronto istituzionale, che passerà anche dall’incontro del 17 febbraio in Prefettura, dall’altro la tutela legale del territorio attraverso il ricorso al Tar già annunciato.





