Sansepolcro ha commemorato l’abbattimento della Torre di Berta 

L’81° anniversario ricordato dai rintocchi della campana del Duomo, all’alba la cerimonia con comune, associazioni e cittadini

Il 31 luglio Sansepolcro si è svegliata presto per commemorare alle 5 del mattino la distruzione della Torre di Berta, di cui oggi resta traccia solo nel nome dell’omonima piazza. Nella notte tra il 30 e il 31 luglio 1944 infatti, durante il passaggio del fronte della seconda guerra mondiale, le truppe tedesche che battevano in ritirata la fecero saltare in aria, minandola al piano terra.

La cerimonia, colma di partecipazione e raccoglimento, ha quindi offerto alla cittadinanza presente un gesto ricco di significato: il Campanone del Duomo ha innalzato la sua voce per ben 81 rintocchi, uno per ogni anno trascorso dall’abbattimento della vecchia torre, ormai un simbolo noto e caro a tutti i borghesi nonostante la sua assenza destinata a essere perpetua. Il Gruppo Campanari di Sansepolcro ha così nuovamente rinnovato il proprio legame con la storia e la cittadinanza della città biturgense.

In Piazza Torre di Berta si è poi svolta la commemorazione ufficiale alla presenza dell’Amministrazione comunale e dei rappresentanti della sezione locale dell’ANPI. In seguito la cerimonia ha ospitato la Compagnia Teatro Popolare Sansepolcro e Giacomo Panichi che hanno saputo dare voce alla memoria storica dell’ evento attraverso la lettura di alcuni testi selezionati. È stato quindi il momento dell’intervento musicale di Laureta Cuku Hodaj, il cui violino ha accompagnato la commemorazione con note di grande intensità emotiva.

“Ricordare significa custodire ciò che siamo”, ha dichiarato l’Amministrazione comunale. “Questa commemorazione non è solo un atto simbolico, ma un impegno collettivo a non dimenticare le ferite del passato e a rinnovare ogni anno i valori di libertà e giustizia”. Il primo cittadino Fabrizio Innocenti ha infine con sentimento letto alcuni testi di Zanetto Innocenti, figura storica di Sansepolcro che ci ha lasciati lo scorso anno e che, come tutta la cittadinanza, amava quel simbolo che è stata, e che è tuttora, la Torre di Berta.

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