Tra Umbria e Toscana, lungo l’asse naturale dell’Alta Valle del Tevere, la memoria storica continua a essere studiata, interrogata e custodita. I dati relativi al 2025 degli Archivi storici diocesani di Città di Castello e Sansepolcro restituiscono l’immagine di due luoghi distinti ma complementari, uniti da una stessa funzione culturale e da una frequentazione che va oltre i confini amministrativi.
A Città di Castello, l’Archivio Storico Diocesano e la Biblioteca Diocesana “Storti – Guerri” hanno registrato nel 2025 un totale di 873 accessi alla sala consultazione, con un incremento dell’8,5% rispetto all’anno precedente. Un dato che si inserisce in un trend positivo di lungo periodo: dal 2013 al 2025 le presenze complessive sono state 8.762, con una media annua di 674 accessi. Nel dettaglio, le consultazioni si sono suddivise tra 511 ricerche d’archivio e 362 studi in biblioteca, entrambe in crescita rispetto al 2024.
Anche a Sansepolcro il bilancio dell’anno evidenzia una presenza costante e qualificata. Dal 9 gennaio al 18 dicembre 2025 l’Archivio Storico Diocesano è stato aperto al pubblico per 92 giornate, pari a circa 506 ore complessive, registrando 205 accessi, con una media di 2,2 utenti al giorno. La provenienza degli studiosi racconta un bacino ampio: prevalgono Sansepolcro e Anghiari, ma non mancano presenze da Firenze, San Giustino e da diverse regioni italiane, oltre ad alcuni accessi dall’estero, tra Stati Uniti, Brasile, Canada e Germania.
Stabile, in entrambi i contesti, il numero delle domande di studio. A Città di Castello nel 2025 ne sono state accolte 51, in linea con gli anni precedenti, prevalentemente per ricerche personali, seguite da studi scientifici, pubblicazioni e percorsi universitari. A Sansepolcro le domande sono state 53, con una significativa componente legata ai progetti PCTO del Liceo “Città di Piero”, a conferma di un dialogo attivo con il mondo della scuola. Nel corso dell’anno, l’Archivio biturgense ha inoltre ospitato visite didattiche che hanno coinvolto scuole medie e superiori, per un totale di cinque classi.
Accanto all’attività di consultazione, prosegue in entrambi gli archivi il lavoro meno visibile ma essenziale di tutela, riordino e valorizzazione dei fondi. A Città di Castello sono state revisionate unità archivistiche che coprono un arco temporale dal Seicento al Novecento, mentre sul fronte bibliotecario è proseguita un’intensa attività di catalogazione che ha portato il patrimonio complessivo a oltre 14 mila schede consultabili online attraverso i principali portali nazionali.
A Sansepolcro il 2025 è stato segnato da interventi di particolare rilievo: il restauro di 15 registri di visite pastorali risalenti agli anni 1563-1618, reso possibile grazie ai fondi dell’8×1000, e l’avvio del riordino e dell’inventariazione dell’Archivio Capitolare, sostenuto da un finanziamento del Ministero della Cultura con il coordinamento della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana. Fondamentale anche il contributo dei volontari dell’Associazione “Vivere a Borgo Sansepolcro” – Pro Loco PAS, che garantiscono l’apertura settimanale dell’Archivio e collaborano alle attività di indicizzazione e supporto alla consultazione.
Non manca, infine, l’impegno sul piano della divulgazione. A Sansepolcro sono proseguiti gli “Incontri con la storia”, è stato pubblicato il quinto fascicolo dei Quaderni dell’Archivio Storico Diocesano ed è continuato l’aggiornamento dei canali social; a Città di Castello la piena integrazione nei circuiti bibliografici nazionali rafforza la visibilità del patrimonio documentario.
Letti insieme, i dati dei due Archivi raccontano una vallata che, pur divisa tra due regioni, condivide una stessa trama storica e culturale. Una rete di luoghi che, attraverso lo studio delle fonti e il lavoro quotidiano di conservazione, continua a offrire strumenti di conoscenza per il territorio e per chi, da vicino o da lontano, sceglie di approfondirne la storia.





