Una serata per rileggere il Testamento, tra i testi più intensi della tradizione francescana, nel cammino verso l’ottavo centenario del transito del Poverello di Assisi. L’appuntamento è per giovedì 18 giugno, alle ore 21, nella chiesa di San Francesco a Città di Castello, con la conferenza di monsignor Felice Accrocca, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, considerato una delle voci più autorevoli nello studio della figura di Francesco e delle origini del movimento francescano. L’incontro sarà aperto a tutti e offrirà un’occasione di approfondimento su un testo breve, ma decisivo per comprendere l’esperienza umana e spirituale del Santo.
Scritto negli ultimi mesi della sua vita, il Testamento ripercorre alcuni passaggi fondamentali della conversione di Francesco e raccoglie le ultime raccomandazioni rivolte ai frati. Non è una semplice memoria conclusiva, ma una rilettura intensa del cammino compiuto: dall’incontro con i lebbrosi alla scelta della povertà, dalla fedeltà al Vangelo al rapporto con l’Eucaristia, dai sacerdoti alla comunione con la Chiesa.
La conferenza permetterà di tornare su uno dei documenti più autentici della spiritualità francescana, provando a leggerne il significato anche alla luce delle domande del presente. A ottocento anni dalla morte di Francesco, il Testamento continua infatti a parlare di conversione, fraternità, semplicità evangelica e ricerca di un rapporto essenziale con la vita, temi che conservano una forza capace di andare oltre il solo ambito religioso.
La scelta di affidare l’approfondimento a monsignor Accrocca si lega al suo lungo percorso di studio sulle fonti francescane. Nato a Cori nel 1959, dopo la formazione teologica ha conseguito la laurea in Lettere all’Università “La Sapienza” di Roma e il dottorato in Storia ecclesiastica alla Pontificia Università Gregoriana, dove ha insegnato Storia della Chiesa medievale.
Nel corso degli anni Accrocca ha unito l’attività pastorale alla ricerca storica, dedicando numerosi saggi e pubblicazioni alla figura di san Francesco, al contesto nel quale maturò la sua esperienza e alle prime fasi del francescanesimo. Il suo approccio, insieme storico e spirituale, consente di leggere i testi francescani non solo come documenti del passato, ma come parole ancora capaci di interrogare la Chiesa e la società contemporanea.






