Una lettera con esplicite minacce di morte e una “maledizione biblica” è stata recapitata nei giorni scorsi al titolare della Pizzeria Roma “Da Fez”, nel centro storico di Città di Castello. Il contenuto della missiva – che alterna l’italiano all’ebraico e cita versetti della Bibbia – accusa Fabrizio Duca, per tutti “Fez”, di aver affisso manifesti e simboli di solidarietà con la popolazione palestinese, in riferimento alla tragedia in corso nella Striscia di Gaza.
La lettera riporta un passaggio del Salmo 7 in una traduzione tratta dalla Bibbia di Gerusalemme, e invoca una “maledizione” (tradotta come “Meerah”) da scagliare sul locale, con un avvertimento finale: “Togliere le insegne pro-Palestina o Meerah su tutto lo local”. Secondo quanto dichiarato da Duca, le minacce sembrano provenire da persone che “conoscono l’ebraico e i testi religiosi”. Il volantino, stampato e anonimo, è stato consegnato alle forze dell’ordine, che hanno aperto un’indagine.
“Ho figli e nipoti, e non riesco quasi più a vedere le immagini strazianti che vengono da Gaza – ha dichiarato Duca – Se chi ha scritto quella lettera pensava di intimidirci, ha proprio sbagliato metodo e destinatario”. In risposta al gesto, lo stesso ristoratore ha annunciato l’affissione di nuovi manifesti e ha riferito di aver ricevuto molte richieste da parte di altri cittadini per riprodurre e diffondere quei messaggi in altri punti del territorio comunale.
Al momento sono in corso gli accertamenti da parte delle forze dell’ordine per identificare i responsabili. Non è ancora chiaro se il gesto abbia una matrice intimidatoria organizzata o se possa trattarsi di una provocazione isolata o una semplice bravata. Di certo, l’episodio ha generato una reazione forte e trasversale nella comunità locale, con prese di posizione da parte delle istituzioni e del mondo politico.
Il sindaco di Città di Castello Luca Secondi ha diffuso una nota in cui condanna “con fermezza” il gesto, definendolo “stupido e grave”, e ricordando come “le istituzioni e la comunità tifernate ribadiscono la libertà di espressione di tutti”. Secondi ha espresso “la più sentita vicinanza e solidarietà per il grave episodio” che ha coinvolto il ristoratore, “da sempre attivo nel panorama dell’associazionismo culturale e dei diritti umani”.
Tra i messaggi di sostegno, anche quello della Federazione provinciale di Perugia di Sinistra Italiana, che ha parlato di “gravi minacce” e ha definito l’episodio “un’offesa non solo alla libertà di espressione, ma all’intera comunità democratica”. Il partito ha espresso “la propria più convinta e incondizionata solidarietà” a Duca, incoraggiando le autorità a proseguire le indagini e invitando tutte le forze politiche e istituzionali a unirsi nell’“antidoto democratico contro l’odio e la paura”.





