Il cuore di Gaza batte a Città di Castello: l’arte dei bambini palestinesi contro la guerra

Inaugurata a Palazzo Vitelli la mostra “HeART of Gaza”, con 40 disegni che raccontano sogni, traumi e speranze dei più piccoli

Immaginate di visitare una mostra di disegni realizzati da bambini. Immaginate che in quei fogli compaiano bombe, macerie, paura, perdita. Immaginate infine che alcuni degli autori di quei disegni oggi non ci siano più.

È questa immagine, dolorosa e tragica, a descrivere meglio HeART of Gaza, la mostra inaugurata sabato 17 gennaio alla Pinacoteca comunale di Città di Castello. Un’esposizione intensa e toccante che porta nel cuore dell’Umbria i disegni e i pensieri dei bambini palestinesi di Gaza, testimoni diretti di una delle crisi umanitarie più gravi del nostro tempo.

Attualmente risulta impossibile stimare con certezza il numero di vittime del genocidio operato da Israele nei confronti del popolo palestinese a Gaza. Stime delle autorità sanitarie di Gaza (Ministero della Salute palestinese) riportano che oltre 70mila gazawi sono stati uccisi nella Striscia dal 7 ottobre 2023 a dicembre 2025 nel contesto della guerra e dei bombardamenti. Centinaia di migliaia sono rimasti feriti. Alcune stime indipendenti, tra cui Nature, parlavano già di oltre 80mila vittime a giugno 2025. Ricordiamo che in ogni caso si parla di ipotesi al ribasso e destinate nel tempo ad aumentare.

La mostra, a ingresso libero, è ospitata nella Sala Manica Lunga ed è organizzata dal collettivo Valtiberina for Palestine insieme all’associazione Artea, con il contributo del collettivo tifernate Il Casottino. L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 1° febbraio 2026, offrendo uno sguardo inedito sul conflitto attraverso il linguaggio universale e immediato dell’arte infantile.

A curare l’arrivo della mostra in città è Paola Paoloni, membro del collettivo Valtiberina for Palestine, che racconta come il progetto nasca da una collaborazione internazionale tra Feli Butler, art director irlandese, e Mohammed Timraz, giovane palestinese di Gaza.

“Mohammed è un ragazzo di Gaza, proprietario di un caffè distrutto dai bombardamenti israeliani nel 2023 – spiega Paoloni –. Dopo la perdita della sua attività si è dedicato ad azioni umanitarie a sostegno della comunità, occupandosi della raccolta di viveri e medicinali. È entrato in contatto con Feli attraverso Instagram e hanno iniziato a comunicare scambiandosi i disegni dei bambini seguiti da Mohammed con quelli della figlia di Feli”.

Da questo scambio umano e artistico è nato un progetto capace di parlare al mondo attraverso lo sguardo dell’infanzia. “Una comunicazione che non ha avuto bisogno né di interpreti né di traduttori – prosegue Paoloni –. Feli ha intuito che i disegni dei nipoti di Mohammed, sempre più cupi e rivelatori di una situazione drammatica, dovessero essere mostrati al mondo. Così è nata l’idea della Tenda degli Artisti”.

Feli ha chiesto a Mohammed di organizzare uno spazio protetto in cui i bambini potessero esprimere la propria creatività e mantenere, per quanto possibile, una routine simile a quella scolastica. È lì che hanno preso forma i disegni oggi esposti: opere che rivelano una condizione psicologica complessa, segnata dal trauma della guerra ma attraversata anche da una straordinaria capacità di resistenza.

La mostra HeART of Gaza ha già attraversato 120 Paesi, dagli Stati Uniti all’Europa, ma approda per la prima volta in Umbria. “Dopo il contatto con Feli abbiamo deciso di portare la mostra a Città di Castello – racconta Paoloni –. L’iniziativa è stata accolta dal Comune, che ha dimostrato grande sensibilità verso i temi della pace e dei diritti del popolo palestinese”.

I disegni esposti sono 40. Raccontano sogni infranti, paura, dolore, ma anche resilienza e desiderio di normalità. Accanto a ogni opera ci sono il volto e la storia del bambino che l’ha realizzata. Alcuni di quei volti, però, oggi non ci sono più.

“Alcuni di questi bambini sono morti durante i bombardamenti – spiega Paoloni –. Alcuni disegni parlano, ad esempio, di Mohammed, un bambino di 13 anni ucciso quando un bombardamento israeliano ha colpito la sua casa. Di tutta la famiglia è rimasta in vita solo la sorella”.

L’inaugurazione è stata solo il primo momento di un ricco programma di iniziative collegate. Nel pomeriggio del 17 gennaio, nella Sala del Consiglio Comunale, sono intervenuti Mohammed Timraz, cofondatore del progetto, e il professor Guido Veronese, psicologo clinico e docente all’Università di Milano-Bicocca, che da anni lavora a Gaza occupandosi di traumi estremi e collettivi. Un’occasione per riflettere sul valore terapeutico dell’arte e sul devastante impatto psicologico della guerra sui bambini.

Grande attenzione è riservata anche a famiglie e scuole. Domenica 18 gennaio è in programma il Family Art Day “Segni di pace”, mentre dal 20 al 31 gennaio seguiranno i laboratori gratuiti per le scuole: dopo la visita alla mostra, gli studenti realizzeranno un disegno che confluirà in una grande opera collettiva, un collage intitolato “DesideriAmo”, che verrà inviato proprio a Gaza.

Tra le iniziative collaterali spicca anche “Semi di Pace: piccole storie per far crescere il mondo”, un laboratorio di lettura ad alta voce per bambini e adulti, curato dalle volontarie e dai volontari dell’associazione culturale Il Casottino, certificate Nati per Leggere. Attraverso albi illustrati dedicati alla non violenza, ai diritti dell’infanzia e alla convivenza civile, il percorso accompagna i partecipanti alla scoperta dei disegni di Gaza, favorendo consapevolezza e cittadinanza attiva.

HeART of Gaza non è solo una mostra: è un atto di testimonianza e di responsabilità collettiva. Un invito ad ascoltare le voci dei bambini, spesso ignorate, e a riconoscere nell’arte uno strumento potente di resistenza, cura e speranza. L’impressione è che la comunità dell’Alta Valle del Tevere, così come molte altre solo in Italia, continui a sostenere la lotta per i diritti, la difesa e l’esistenza del popolo palestinese, su cui la violenza sionista, al netto della pace firmata ad ottobre in Egitto da Donald Trump, non sembra essersi fermata.

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