È morto a Roma pochi giorni prima di compiere 90 anni Francesco Calogero, fisico teorico di fama internazionale e tra le voci più autorevoli in tema di disarmo nucleare. Professore alla Sapienza di Roma, autore di oltre 400 pubblicazioni scientifiche, ha dedicato la sua vita alla ricerca e, parallelamente, all’impegno per la pace e la nonviolenza.
Segretario generale dal 1989 al 1997 delle Pugwash Conferences on Science and World Affairs, organizzazione Nobel per la Pace nel 1995, Calogero ha partecipato a vertici internazionali cruciali per il futuro della sicurezza globale. Nel 2006 fu insignito del Premio Nazionale Nonviolenza, conferito a Sansepolcro dall’associazione Cultura della Pace. Proprio nella città biturgense il 20 settembre 2007 tenne una conferenza in cui pronunciò parole che oggi, a quasi vent’anni di distanza, suonano come un drammatico avvertimento rimasto inascoltato:
“Stiamo vivendo anni in cui l’umanità è al bivio tra due strade, dalle quali, una volta intraprese, sarà difficile discostarsi o tornare indietro. Da un lato l’avvio di un processo che porta all’eliminazione delle armi nucleari e, in prospettiva di più lungo periodo, a un mondo in cui prevalga una globalità nel cui ambito i conflitti si possano comporre in maniera non cruenta; dall’altro la prospettiva di un collasso del regime globale di non proliferazione nucleare, che condurrà all’uso bellico di armi nucleari, con terribili catastrofi, forse fino all’autodistruzione della specie biologica Homo Sapiens”.
Era il 2007, ma l’immagine del “bivio” tracciata da Calogero risuona oggi con inquietante chiarezza. La crisi del trattato di non proliferazione, i conflitti armati in corso e le rinnovate minacce atomiche rendono più che mai attuali queste parole.





