Questa mattina Città di Castello ha fatto sentire la propria voce sul tema del dimensionamento scolastico. Davanti ai cancelli e all’ingresso del cantiere della scuola media Dante Alighieri, si è svolta una manifestazione spontanea di dissenso contro la decisione di accorpare l’istituto “Alighieri-Pascoli” ai due circoli didattici cittadini, così come previsto dal decreto direttoriale n. 62 del 28 gennaio 2026, che definisce l’assetto del sistema scolastico regionale per l’anno 2026-2027.
Alla protesta hanno partecipato numerosi genitori, studenti, insegnanti e cittadini, insieme al sindaco Luca Secondi, all’assessora ai servizi educativi Letizia Guerri insieme al resto della giunta comunale, a consiglieri comunali e a diversi rappresentanti istituzionali locali, regionali e nazionali. Presenti anche la consigliera regionale Letizia Michelini e il senatore Walter Verini, oltre a sindacati e associazioni, a fianco della comunità scolastica tifernate in tutte le sue componenti.
A spiegare le ragioni della mobilitazione è stata Lucia Fiorucci, coordinatrice dell’iniziativa in rappresentanza dei genitori e della scuola, che ha preso la parola davanti a una folla compatta: “In sostanza ci sarà il taglio dei dirigenti, del personale di segreteria e del personale A.T.A., il tutto aggravato da una continuità didattica che non sarà garantita”.
Secondo Fiorucci, la scelta del dimensionamento rischia di produrre conseguenze pesanti sull’organizzazione quotidiana delle scuole: “La dirigenza unica ridurrebbe la capacità di risposta ai bisogni specifici di bambini e ragazzi nelle diverse fasce d’età. La sicurezza e la gestione delle emergenze diventerebbero più complesse per una dirigenza già sovraccarica e con scuole distribuite su più plessi. Anche la relazione scuola-famiglia rischia di essere meno immediata”.
A tutto questo, è stato sottolineato, si aggiunge una criticità strutturale già evidente: la mancanza della sede fisica della Dante Alighieri, demolita e ancora in attesa di ricostruzione. “Tutto questo avviene senza un piano approvato e senza un reale dialogo tra le istituzioni. Perché?”, ha concluso Fiorucci, annunciando l’avvio di una raccolta firme proprio a partire dalla mattinata di oggi.
Il sindaco Secondi, affiancato dall’assessora Guerri, ha definito la manifestazione “una grande giornata di democrazia” e un segnale di coesione su un tema ritenuto vitale per la comunità locale: “Siamo qui accanto a chi ha organizzato in maniera condivisa e spontanea questa iniziativa per far sentire in modo corale il dissenso rispetto a una situazione inaccettabile”.



La scelta del luogo non è stata casuale: “Abbiamo deciso di incontrarci proprio qui, all’ex cantiere della Dante Alighieri, perché oltre a ribadire il nostro no al dimensionamento scolastico vogliamo rilanciare con forza l’appello al Ministero affinché venga rimesso in moto l’iter di ricostruzione della scuola, interrotto ormai da più di un anno”.
Nel corso dell’intervento, Secondi e Guerri hanno annunciato un passaggio istituzionale importante: “Domani, lunedì 2 febbraio, avremo un incontro con il commissario ad acta e neo direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria, Ernesto Pellecchia”.
In quell’occasione, l’amministrazione comunale ribadirà formalmente la propria contrarietà al provvedimento, facendosi carico delle preoccupazioni espresse dalla comunità scolastica e dalle famiglie, anche in relazione alla mancanza di spazi per programmare l’attività didattica sulla base del nuovo assetto proposto.
Particolarmente applaudito anche l’intervento di Filippo Pettinari, dirigente scolastico della scuola media Giovanni Pascoli, che ha richiamato l’attenzione sulle ricadute concrete che l’accorpamento potrebbe avere sull’attività didattica e sui progetti educativi già in corso.



Nel frattempo, il Comune ha già avviato atti formali e sostanziali per contrastare la decisione: è stata attivata la procedura per la presentazione di un ricorso al TAR contro il decreto direttoriale 62 e un’istanza di accesso agli atti per ottenere le motivazioni del precedente decreto n. 60 del 27 gennaio 2026 sul piano di dimensionamento della rete scolastica, motivazioni che non risultano pubblicate.
Secondo l’amministrazione comunale, la scelta è “illogica e dannosa”: “Con direzioni didattiche da oltre 800 studenti si andrebbero a creare due istituti comprensivi tra i più grandi dell’Umbria, mentre in altre città esistono realtà con numeri molto inferiori. Dividere la Dante Alighieri dalla Giovanni Pascoli è assurdo, perché oggi condividono un’unica sede”.
Da qui la linea ribadita con forza: “Reagiamo perché riteniamo questa decisione un’autentica ingiustizia. Daremo seguito a tutte le azioni in nostro potere, con fermezza e determinazione, per tutelare il sistema scolastico e gli studenti di Città di Castello”.





