Caprese e il nodo delle pluriclassi: “Da qui è nata la proposta di cambiare istituto”

L’assessore Palermo spiega le ragioni dell’amministrazione comunale. La sindaca: «Serve un modello organizzativo più vicino ai ragazzi»

L’amministrazione comunale di Caprese Michelangelo torna sulla proposta di trasferire le scuole del primo ciclo dall’Istituto omnicomprensivo Fanfani-Camaiti, condiviso con Pieve Santo Stefano, all’Istituto comprensivo di Anghiari-Monterchi. A parlarne con TTV.it sono stati la sindaca Marida Brogialdi e l’assessore Simone Palermo, che hanno voluto chiarire le ragioni che hanno portato ad avviare il percorso. “Non lo abbiamo fatto per danneggiare il Comune di Pieve, con cui dobbiamo anzi stringere sempre di più i rapporti”, puntualizza Brogialdi. “Quello che cerchiamo di ottenere è un modello organizzativo della scuola e della didattica più vicino ai ragazzi”.

Ad entrare nel merito della questione è soprattutto l’assessore Simone Palermo, che evidenzia come il problema principale riguardi la scuola primaria, attualmente strutturata in due pluriclassi: una è composta dagli alunni di prima, seconda e quinta, l’altra da quelli di terza e quarta. “Parliamo di classi non numerose, ma nemmeno di una situazione così disastrosa da giustificare questa organizzazione”, sostiene Palermo. Del resto, ricorda l’assessore, “anche l’anno scorso non si raggiungeva il minimo di dieci alunni, ma l’Ufficio scolastico aveva dato una deroga: la prima, pur avendo solo sette bambini, era una classe autonoma, poi c’erano le pluriclassi seconda-terza e quarta-quinta, quindi la situazione era omogenea e non si erano rilevate criticità”.

“Quest’anno deroghe destinate alle superiori”

Secondo Palermo, il percorso che ha portato alla proposta era iniziato già tra aprile e maggio, quando amministrazione e famiglie avevano appreso del rischio di avere una classe in meno e avevano chiesto chiarimenti alla dirigenza scolastica, con cui si sarebbero poi svolti numerosi incontri, e all’Ufficio scolastico regionale. L’assessore riferisce che il Comune avrebbe ricevuto una risposta formale dall’Ufficio scolastico secondo cui “era stata concessa una deroga per la formazione di classi alle superiori del Fanfani-Camaiti, e questo aveva esaurito il plafond di deroghe per la scuola. Detto in parole povere”, spiega l’assessore, “quello che è stato concesso alle superiori non poteva essere dato anche alla primaria”.

Da qui sarebbe nata la riflessione su un possibile passaggio da un istituto omnicomprensivo, come il Fanfani-Camaiti, a un istituto comprensivo, limitato cioè a infanzia, primaria e secondaria di primo grado. “Io non parlo di preferenze, Pieve o Anghiari”, precisa Palermo. “Anghiari-Monterchi è un comprensivo, quindi va dall’infanzia alle medie, e per noi probabilmente è più sostenibile”. L’amministrazione di Caprese è comunque consapevole del fatto che l’eventuale passaggio non assicurerebbe automaticamente più insegnanti o più classi. Lo stesso Ufficio scolastico, riferisce Palermo, avrebbe osservato che anche con un diverso assetto «probabilmente sarebbe stato uguale». Ma proprio su questo margine di incertezza il Comune chiede ulteriori valutazioni tecniche: “La nostra è una proposta a cui la Conferenza zonale ha deciso di dare seguito”, insiste l’assessore. Se dai successivi approfondimenti emergesse che il nuovo assetto non produrrebbe benefici, in sostanza, l’amministrazione sarebbe disponibile a ragionare anche su altre soluzioni capaci di garantire maggiore stabilità alla scuola di Caprese.

“Facendo fronte comune dall’inizio si sarebbe potuto ottenere di più”

Nel frattempo alla primaria sono state assegnate due risorse di potenziamento, cioè insegnanti che consentono in alcune ore di separare le pluriclassi. Palermo riconosce il valore dell’intervento, ma lo considera una soluzione tampone e osserva che quelle stesse risorse sarebbero state utili anche a Pieve: “Forse facendo fronte comune dall’inizio con l’Ufficio scolastico, andando tutti insieme a rappresentare queste problematiche, probabilmente si sarebbe ottenuto qualcosa in più”, sostiene. Una soluzione strutturale, in sintesi, avrebbe potuto alleggerire sia la situazione di Caprese sia quella di Pieve, evitando di dover utilizzare il potenziamento soprattutto per fronteggiare l’emergenza delle pluriclassi.

L’assessore nota inoltre che, secondo le previsioni dell’amministrazione, la situazione numerica potrebbe migliorare già dal prossimo anno: “Paradossalmente saranno più i bambini che entreranno di quelli che usciranno dalla primaria”. Per Palermo questo rafforza l’idea che l’attuale fase possa essere transitoria e che sarebbe stato opportuno cercare una soluzione in grado di “garantire il minimo sindacale”, cioè mantenere tre classi almeno in questo passaggio. La scuola dell’infanzia è infatti organizzata in un’unica classe, ma “abbiamo diversi bambini e ciò ci fa sperare nel futuro”, sottolinea l’assessore, che spiega anche che la presenza di più insegnanti consente di articolare le attività anche per fasce d’età. Una pluriclasse (seconda-terza) è infine presente anche alle medie, dove però è possibile una strutturazione più omogenea.

“Non chiediamo privilegi”

Tra gli elementi che, secondo l’amministrazione, dovrebbero essere maggiormente considerati ci sono anche le peculiarità di una realtà montana, la presenza di bambini con certificazione e quella di alunni nuovi arrivati in Italia, anche attraverso il centro di prima accoglienza di Zenzano, che richiedono un particolare supporto didattico e linguistico. Palermo richiama inoltre il confronto con altre realtà simili, dove a suo giudizio situazioni numericamente comparabili vedrebbero un’articolazione delle classi più favorevole. “Noi non chiediamo privilegi”, afferma. “Chiediamo di essere ascoltati, di capire veramente la nostra intenzione di voler mantenere la scuola a Caprese”. Il timore dell’amministrazione è infatti che un’organizzazione poco sostenibile finisca per spingere altre famiglie a scegliere scuole fuori comune, riducendo ulteriormente gli iscritti.

“La scuola è un presidio che noi vogliamo mantenere”, riassume in conclusione Palermo, che sottolinea come l’obiettivo, pienamente condiviso dalla maggioranza, sia quello di “trovare una soluzione a questo problema”, senza fare del passaggio ad Anghiari-Monterchi un fine in sé. La proposta di trasferimento sarà comunque a breve valutata in sede provinciale ed eventualmente sottoposta al giudizio definitivo della Regione Toscana.

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