Apre il MOON, nuova vita per l’ex mattatoio di Badia Tedalda

Spazi per musica, laboratori e attività culturali nell’opera che completa il progetto PNRR “La Repubblica delle Foreste”

Da mattatoio comunale a spazio per musica, laboratori e attività culturali. È la trasformazione compiuta a Badia Tedalda con il MOON, il nuovo centro inaugurato lunedì 28 settembre accanto alla scuola e agli impianti sportivi. L’intervento è uno dei più consistenti di “La Repubblica delle Foreste, custodi dell’Alpe della Luna”, il progetto sviluppato insieme a Pieve Santo Stefano nell’ambito del Bando Borghi del PNRR.

Con l’apertura del MOON arriva sostanzialmente a compimento un programma molto più ampio, che nei due comuni ha mobilitato complessivamente 2,08 milioni di euro e ha distribuito gli interventi tra rigenerazione di spazi pubblici, turismo, percorsi pedonali e ciclabili, sport, servizi, sostegno alle attività economiche e iniziative rivolte ai giovani. Un percorso al quale ha contribuito anche Fondazione CR Firenze, sostenendone l’attuazione e l’attività di accompagnamento e coordinamento svolta da CasermArcheologica.

Un nuovo spazio per musica e cultura

Il MOON occupa l’edificio dell’ex mattatoio di Badia Tedalda, una struttura precedentemente inutilizzata collocata in un punto particolare del paese: nelle immediate vicinanze dell’Istituto comprensivo “L. Voluseno” e degli impianti sportivi. Al suo interno sono stati ricavati studi di registrazione e ambienti destinati alla musica, ai laboratori, alle attività culturali e associative, mentre anche gli spazi esterni potranno essere utilizzati per iniziative ed eventi.

L’idea, ha spiegato Laura Caruso di CasermArcheologica, è maturata partendo dalle esperienze creative che già gravitavano attorno a quell’area. Il progetto ha così trasferito nell’ambito di un’opera pubblica un metodo sperimentato dalla stessa realtà culturale a Sansepolcro: partire da un edificio dismesso e dalle attività presenti attorno ad esso per definirne una nuova funzione. “Abbiamo applicato il metodo di lavoro adottato con CasermArcheologica anche nell’ambito delle opere pubbliche”, ha sottolineato Caruso, definendo una gratificazione vedere quell’approccio tradotto in un nuovo spazio per cultura e aggregazione.

Per il sindaco di Badia Tedalda Alberto Santucci, l’apertura conclude un percorso che ha incontrato ostacoli soprattutto nella fase iniziale, superati attraverso il lavoro degli uffici e dei professionisti e il supporto della comunità, delle associazioni e delle imprese locali. “È stato un percorso complesso, soprattutto nella fase iniziale, ma siamo riusciti a superare le difficoltà e a completare tutto nei tempi previsti”, ha sottolineato il primo cittadino. Il risultato è la trasformazione di un ex mattatoio in “uno spazio polivalente per musica, cultura, sport e associazionismo”, che nelle intenzioni dell’amministrazione potrà essere utilizzato soprattutto dai giovani, dalle scuole e dalle realtà del territorio.

All’inaugurazione ha partecipato anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha ricondotto l’intervento al tema più generale dei servizi e delle opportunità nei centri delle aree interne. “Badia Tedalda è un punto di riferimento importante per quella che chiamo Toscana Diffusa: una Toscana meno abitata, ma fondamentale per il presidio del territorio”, ha spiegato Giani, richiamando gli investimenti realizzati sulla scuola, sugli impianti sportivi e ora sul nuovo centro polivalente. Per il presidente della Regione, strutture di questo tipo rientrano nella necessità di garantire ai territori meno popolati “la stessa attenzione delle aree urbane”.

Per Fondazione CR Firenze, che ha sostenuto il progetto e il percorso di accompagnamento alla sua realizzazione, era presente Andrea Sassi, membro del Comitato di Indirizzo. “Siamo molto contenti di aver contribuito a trasformare questo progetto in qualcosa di concreto e di aver accompagnato le amministrazioni nella sua realizzazione”, ha dichiarato Sassi. Un rapporto con il territorio che, nelle sue parole, potrà proseguire anche oltre la conclusione di “La Repubblica delle Foreste”: “Continueremo a essere disponibili all’ascolto di nuove proposte capaci di generare valore e nuove opportunità per la comunità”.

Dai sentieri al turismo: gli altri interventi

Il MOON rappresenta però soltanto una parte di “La Repubblica delle Foreste”. Il progetto ha lavorato sui due versanti dell’Alpe della Luna cercando di collegare interventi materiali e servizi.

Sul fronte turistico, a Badia Tedalda è stata potenziata la dotazione del Centro visite, gestito dalla Pro Loco, mentre due inserimenti professionali hanno consentito di ampliarne l’attività. A Pieve Santo Stefano è stato invece riaperto l’Ufficio turistico, anch’esso gestito dalla Pro Loco, con strumenti dedicati anche alla fruizione dei sentieri. Al progetto appartengono inoltre una nuova mappa della Riserva dell’Alpe della Luna e un sito dedicato al territorio e agli interventi realizzati.

Una parte consistente delle azioni ha riguardato la mobilità lenta e le attività all’aria aperta. A Pieve Santo Stefano è stato completato il bike park, dotato anche di strutture di appoggio e biciclette a noleggio. A Badia Tedalda sono arrivati invece un Ecopoint e biciclette elettriche a supporto delle attività sportive legate alla Riserva.

Due nuovi percorsi hanno interessato direttamente i centri abitati. A Pieve è stato realizzato il Largo dei Ricordi, passeggiata lungo il Tevere ispirata a uno dei testi custoditi dall’Archivio Diaristico Nazionale; a Badia il Sentiero Raggiolo collega invece il paese con la zona della scuola e degli impianti sportivi, creando anche un percorso pedonale utilizzabile dagli studenti. Nelle frazioni di Montebotolino e Rofelle, infine, sono nati due itinerari artistici attraverso installazioni scultoree e sonore di Claudio Ballestracci, costruite attorno alle storie raccolte nei due paesi. Il programma ha interessato anche campi sportivi e aree verdi di Pieve.

Imprese, lavoro e servizi

L’altra componente del progetto riguarda le ricadute economiche e professionali. Secondo il bilancio diffuso al termine delle attività, sono stati realizzati cinque inserimenti professionali: due all’Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano, uno all’Ufficio turistico pievano e due alla Pro Loco di Badia Tedalda. A questi si aggiungono quattro borse di studio destinate alla catalogazione e alla fruizione del patrimonio librario, compreso l’archivio di don Potito a Badia.

Un’apposita linea di sostegno ha inoltre raggiunto 17 imprese private dei territori interessati dal bando, con contributi destinati allo sviluppo delle rispettive attività. Tra le altre iniziative figura la mappatura delle abitazioni disponibili per chi lavora da remoto, oggi consultabile attraverso i siti comunali.

A Pieve Santo Stefano il progetto ha riguardato anche il Tortello di Pieve, con la registrazione del marchio e l’acquisto per la Pro Loco di un macchinario destinato ad aumentarne la capacità produttiva e distributiva. Sul versante dei più giovani sono stati invece organizzati campi estivi nell’area dell’Alpe della Luna, mentre alla scuola Voluseno di Badia sono state fornite attrezzature per integrare la sezione montessoriana.

Fondazione CR Firenze ha affiancato questo percorso con un proprio contributo, sostenendo anche l’attività di CasermArcheologica, che negli anni ha lavorato alla progettazione e al coordinamento delle diverse azioni portate avanti contemporaneamente dai due Comuni. Un ruolo richiamato anche dal sindaco di Pieve Santo Stefano Claudio Marcelli, che ha indicato proprio nella collaborazione tra Ministero della Cultura, Fondazione, amministrazioni, associazioni e Pro Loco uno degli elementi che hanno permesso di sviluppare il programma.

Con il MOON si chiude così la fase realizzativa di uno dei progetti più articolati sviluppati negli ultimi anni tra Badia Tedalda e Pieve Santo Stefano. I 2,08 milioni di euro hanno lasciato opere, attrezzature, servizi e attività distribuiti tra i due comuni. Conclusa la stagione degli interventi, il passaggio successivo sarà quello della loro gestione e della capacità di mantenere nel tempo le funzioni per cui sono stati realizzati.

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