Dalle mura di Anghiari alle sponde orientali del Mediterraneo. Sabato 26 settembre il Comune del piccolo paese della Battaglia si è riunito in Consiglio per esprimere una posizione che andasse contro le ostilità.
Il sindaco in carica Alessandro Polcri, presidente della Provincia di Arezzo, si è detto molto soddisfatto dell’incontro svolto e, anche se consapevole delle limitate possibilità di agire direttamente in un teatro tanto lontano e complesso, ha ritenuto doveroso che l’ente che presiede si esprimesse pubblicamente sulla questione: “Nella parte dedicata agli ordini del giorno, sia la capogruppo di maggioranza Roberta Giorni che la lista civica di Danilo Bianchi e Mario Checcaglini hanno presentato una mozione per Gaza. Da lì è nata una discussione di un’ora che ci ha visto sostanzialmente d’accordo nell’esprimere solidarietà alla popolazione massacrata di Gaza e chiedere la fine delle ostilità. Sono consapevole che il Comune non ha competenze specifiche sul tema, ma ci sembrava giusto prendere una posizione”.
L’incontro è servito per enunciare una serie di punti necessari volti a favorire la pacificazione che il Comune pubblicherà prossimamente: “Abbiamo formulato un ordine del giorno condiviso e unanime e abbiamo redatto una bozza che ripercorre la storia dalla regione a partire dal 1945. Dentro di essa si delinea il problema dei profughi palestinesi, delle espansioni degli insediamenti illegali israeliane. Nel 2012 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato per concedere alla Palestina lo status di Stato osservatore non membro. Il 7 ottobre Hamas, associazione terroristica, ha dato il via con una carneficina a una guerra asimmetrica, in cui l’esercito israeliano è entrato a Gaza senza che un esercito nemico gli si potesse opporre. La lotta è quindi proseguita contro i terroristi, ma è difficile dividere questi ultimi dalle persone per bene, perché si nascondono e confondono ad esse. Ci sono dei principi imprescindibili che devono essere rispettati per realizzare questa pace: l’invito alla cessazione delle ostilità, la liberazione degli ostaggi, la garanzia di un accesso libero e continuativo agli aiuti umanitari”.
Il sindaco Polcri ha inoltre aggiunto un’opinione di carattere personale: “Se vogliamo una pace duratura, anche i Paesi arabi devono fare la loro. L’Occidente non può intervenire ulteriormente in quel territorio senza destabilizzarlo. La Lega Araba deve intervenire. Oggi in Palestina manca lo Stato, manca la polizia, manca un ente che possa garantire la legalità. La parte araba deve intervenire per portare alla nascita di uno Stato palestinese che abbia queste caratteristiche. Israele ha il diritto di tutelare la sua popolazione dagli attacchi terroristici, ma la risposta del governo di Netanyahu è stata smisurata, e nega i principi del diritto internazionale umanitario. Che si dica ‘genocidio’, ‘pulizia etnica’ o ‘massacro’ è irrilevante, nessun conflitto può ammazzare donne, bambini e persone che non c’entrano niente. Chiediamo perciò il riconoscimento della Palestina da parte di Israele e viceversa.” L’ultimo punto messo agli atti è lo stop alla fornitura di armi a Israele, che contribuisce a perpetuare il massacro nei confronti dei civili.
Il sindaco Polcri ha inoltre parlato della missione della Global Sumud Flottilla: “Se dovessi mandare loro un messaggio, utilizzerei le stesse parole del Presidente Sergio Mattarella. Il gesto che hanno compiuto è molto importante, ed è stato fatto da persone che credono veramente in ciò che fanno, ma in questa fase entrare in un contesto di guerra è pericolosissimo. Nelle acque internazionali le imbarcazioni sono ancora tutelate, varcata la soglia si attiva un meccanismo che le metterebbe a rischio. La Confederazione Episcopale Italiana, di concerto con il Cardinale di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa, si è resa disponibile a portare il materiale umanitario nella Striscia. Le parole di Mattarella sono quelle del buon padre di famiglia: avete fatto una grande cosa, ora trovate un accordo”.
Soddisfazione unanime anche dagli esponenti di minoranza Danilo Bianchi e Mario Checcaglini, i quali hanno dichiarato: “Il Consiglio comunale è riuscito ad approvare una mozione unitaria, e di questo non possiamo che dirci soddisfatti. Ma come poteva essere altrimenti, di fronte ai fatti drammatici che stanno sconvolgendo Gaza con l’uccisione di migliaia di persone, in particolare di bambini?”
Bianchi e Checcaglini hanno inoltre rimarcato la lunga storia di collaborazione tra il piccolo Comune toscano e la Palestina: “Anghiari ha una lunga tradizione democratica, e anche in questa occasione l’ha riaffermata con forza. La comunità anghiarese ha inoltre una responsabilità in più, avendo in passato sottoscritto un’intesa con una realtà palestinese, la realtà di Beit Sahour, e alcuni nostri concittadini si recarono in quei territori per offrire aiuto e sostegno a quelle popolazioni”.
La mozione è stata una vittoria condivisa in cui sono confluiti tutti i punti fondamentali cari alle parti: “Per quanto ci riguarda, la mozione unitaria approvata — frutto della sintesi tra le due proposte presentate, una nostra, dell’opposizione, e una della maggioranza — contiene gli elementi essenziali che ritenevamo imprescindibili e che volevamo fossero espressi chiaramente dal consesso anghiarese. Tra questi rimarchiamo l’invito alle istituzioni italiane a riconoscere lo Stato di Palestina, unendosi ai numerosi Paesi, molti dell’Unione Europea, che lo stanno facendo in queste ore nella sessione ONU; la richiesta di interrompere il commercio di armi con Israele, poiché tali armamenti vengono impiegati non solo contro i terroristi di Hamas, ma anche contro migliaia di civili innocenti, tra cui molti bambini; la richiesta di un cessate il fuoco immediato; e, aspetto non secondario, il rilascio incondizionato degli ostaggi detenuti da Hamas”.
Tale decisione conferma, secondo i membri dell’opposizione, una sempre più evidente scollatura tra il sentimento di sdegno per il genocidio di Gaza che pervade la società civile in Italia e il comportamento del governo Meloni: “Riteniamo che con questa approvazione il Consiglio comunale abbia saputo interpretare lo sdegno diffuso tra i cittadini di Anghiari per ciò che stanno vedendo accadere a Gaza — eventi che si pensava non potessero più ripetersi, dopo ciò che avrebbe dovuto insegnarci la Seconda guerra mondiale. Il Consiglio comunale si è inoltre impegnato a rinsaldare i rapporti di scambio e collaborazione con il Comune di Beit Sahour. Siamo soddisfatti, i valori morali hanno prevalso sulle logiche politiche di schieramento tra governo e opposizione”.





