Sansepolcro: dopo il no ai bitumi nuove apprensioni dei residenti per l’area di Ciapanella

Marzi: “Terremo conto sia delle richieste del comitato che dei diritti del proprietario”

Area di Ciapanella a Gricignano di Sansepolcro ancora al centro dell’attenzione e soprattutto della preoccupazione di chi risiede vicino a essa. Una volta appurato che l’impianto di conglomerati bituminosi non si farà più a seguito di precise rassicurazioni da parte dell’amministrazione comunale (tante le riunioni indette sull’argomento dallo specifico comitato), adesso i proprietari dell’attuale piano di lottizzazione avrebbero intenzione di vendere l’appezzamento a un imprenditore locale che vi vorrebbe impiantare la sua attività, la cui tipologia non è al momento nota. Ma per fare questo, si rende necessario approvare una nuova variante che possa consentire al futuro proprietario di realizzare uno stabile di circa 25mila metri quadrati, ossia due ettari e mezzo.

Nonostante l’indubbio lavoro che l’amministrazione sta facendo per trovare una soluzione alternativa all’impianto dei bitumi, a oggi – come segnalato formalmente al sindaco, alla giunta e a tutti i consiglieri comunali – la pro loco di Gricignano e il comitato “Salviamo la campagna” non ravvisa elementi che possano infondere un minimo di tranquillità nella popolazione locale, visto che per dare seguito alla soluzione presentata mancano ancora alcuni tasselli cruciali. “Il primo di questi – viene fatto notare – è l’ok della Regione Toscana che possa permettere alla ditta di conglomerati bituminosi di rimanere dove è adesso. Dato che l’iter relativo alla verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale che è stato attivato per questo fine non si è ancora concluso, su che base si può affermare che l’attuale impianto non si sposterà? Questo il primo interrogativo posto. E se poi dovessero emergere delle complicazioni e l’azienda fosse costretta a cambiare ubicazione? È fuori luogo supporre che la stessa potrebbe riconsiderare l’idea di trasferirsi a Ciapanella, magari usando le ampie metrature del nuovo complesso autorizzato dalla variante? Questi i dubbi sollevati, ai quali si aggiunge la domanda chiave, concernente l’attività che un domani verrebbe a insediarsi e il suo grado di impatto su ambiente, salute e qualità della vita.

“Questo nodo, del resto, a prescindere dagli sviluppi futuri – scrivono comitato e pro loco – sarà comunque destinato a non sciogliersi. In commissione urbanistica è infatti stata proposta una variante per realizzare il capannone più grande della Valtiberina senza che sia dato sapere a cosa servirà. Per quanto – come in questo caso – circoscritta a un piano di lottizzazione, una variante è per sua natura uno strumento urbanistico straordinario. In quanto tale, la stessa può essere proposta soltanto se trova come giustificazione quella di apportare un beneficio alla collettività. Ebbene, come si può quantificare il beneficio che potrebbe apportare un capannone di 2,5 ettari se nessuno sa a cosa servirà?”.

Ecco allora le richieste al Comune di un accoglimento di tre inviti: attendere la conclusione dell’iter burocratico presentato dall’azienda per rimanere dove è adesso; analizzare attentamente il progetto attraverso il quale la parcella di Ciapanella verrà trasformata; integrare gli strumenti urbanistici comunali vigenti con una norma che, sia per quella considerata che per altre eventuali aree, escluda la realizzazione di impianti classificati come industrie insalubri di prima classe. Chiamato direttamente in causa, il vicesindaco e assessore all’urbanistica, Riccardo Marzi, risponde in maniera chiara: “Valuteremo con attenzione le osservazioni del comitato – dichiara – e partiamo dal dato positivo che i bitumi non si faranno più, però è bene ricordare che quel terreno è diventato edificabile da oramai venti anni e che non possiamo limitare i diritti di chi lo ha acquistato. Due aspetti dei quali dobbiamo tener conto”.

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