Centoventisette lettere scritte da cittadini di San Giustino durante l’internamento nei lager tedeschi e mai recapitate alle loro famiglie sono state reperite nell’Archivio storico comunale. Da questa documentazione, valorizzata attraverso una ricerca condotta da Laura Giangamboni e Carlo Pieracci, prende le mosse l’iniziativa “Ci fu chi disse No”, in programma domenica 20 settembre alle 10 nella sala del Consiglio comunale di San Giustino.
Le ricerche sono ancora in corso e, secondo quanto riferito dal Comune, il numero complessivo dei sangiustinesi finiti in mano tedesca durante la Seconda guerra mondiale potrebbe essere stato quasi doppio rispetto alle lettere finora rinvenute. L’incontro servirà anche a far conoscere il materiale ai discendenti degli internati e a illustrare le modalità per consultare la documentazione conservata nell’Archivio storico.
La vicenda locale si inserisce in quella degli Internati Militari Italiani, i soldati catturati dalle forze tedesche dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e trasferiti nei territori controllati dal Reich. Circa 650 mila militari italiani furono internati e oltre 50 mila non sopravvissero alla prigionia, secondo le ricostruzioni richiamate anche dall’ANPI.
Nel corso della mattinata Laura Giangamboni interverrà sul lavoro svolto negli archivi e sul loro ruolo nella ricostruzione della memoria di una comunità. Una parte dell’incontro sarà dedicata direttamente alle voci e alle vicende degli internati sangiustinesi: Jessica Amantini leggerà alcuni passi delle cartoline di Ottavio Lorenzetti, fratello del nonno morto pochi giorni dopo la Liberazione; Giancarlo Corsini proporrà parti degli appunti ricavati dai racconti del padre Vittorio; Giuseppina Cecconi leggerà alcuni brani del diario del padre.
In programma anche la presentazione de I Campi di Tullio, libro di Dino Renato Nardelli e Luigino Ciotti dedicato alla storia di Tullio Ciotti, internato militare italiano. Per Luigino Ciotti il volume nasce dal tentativo di andare oltre la dimensione familiare e raccontare, attraverso una singola esperienza, una vicenda collettiva rimasta a lungo poco conosciuta.
«Il libro su mio padre, Tullio Ciotti, nasce non solo come omaggio e ricordo di un figlio al proprio papà ma come descrizione di una storia individuale che è anche una storia collettiva», spiega Ciotti. L’autore richiama in particolare la scelta compiuta da molti internati di non aderire alla Repubblica Sociale Italiana, pur sapendo che il rifiuto avrebbe significato prolungare la prigionia, e definisce quella scelta una forma di Resistenza passiva».
Ad aprire l’incontro saranno i saluti del sindaco Stefano Veschi, di Mari Franceschini dell’ANPI e di Marco Terzetti dell’ANEI, Associazione Nazionale Ex Internati nei Lager nazisti, sezione di Perugia. A coordinare gli interventi sarà Amedeo Zupi dell’ANPI provinciale di Perugia.






