Passaggio importante nella vicenda del centro diurno per anziani “Don Terzilio Rossi” di Caprese Michelangelo, struttura attualmente gestita da due cooperative – con sede rispettivamente a Caltanissetta e a Milano – che hanno vinto la gara d’appalto indetta nel 2023 dall’Unione dei comuni della Valtiberina.
L’affidamento scade a fine 2026, ma la presidente dell’ente comprensoriale Marida Brogialdi, che è anche sindaca di Caprese, ha annunciato che l’Unione ha inviato una formale diffida al gestore. Qualora entro il termine di 15 giorni l’affidatario non dimostri di essere in grado di adempiere correttamente a tutti gli obblighi contrattuali, sarà possibile avviare le pratiche per la risoluzione del rapporto e procedere all’affidamento temporaneo a un altro soggetto che garantisca la continuità del servizio in attesa di una nuova gara.
A questo si è arrivati dopo molti mesi di disagi, culminati nello stato di agitazione indetto dai sindacati nei giorni scorsi: “Da oltre un anno le lavoratrici subiscono continui ritardi nel pagamento degli stipendi e si trovano di fronte a una sistematica assenza di risposte da parte delle cooperative”, aveva detto nell’occasione Luigi Marciano di Uiltucs, parlando di criticità ulteriormente aumentate negli ultimi mesi e di difficoltà organizzative con importanti ricadute sulla qualità del servizio.
Oltre che sulle sei dipendenti e sugli utenti, l’impatto si è avuto anche sulle casse dell’Unione dei comuni, che ripetutamente si è sostituita al gestore nei pagamenti degli stipendi. “Gli interventi hanno via via tamponato l’emergenza, ma non hanno potuto coprire tutte le competenze contrattuali in carico al datore di lavoro”, fanno notare le lavoratrici, che citano “TFR mai corrisposto, mancati rimborsi del 730, anomalie in busta paga su ferie e permessi 104, scatti di anzianità non applicati e, in alcuni casi, mancato pagamento della quattordicesima”. Alla domanda sul perché, a fronte del protrarsi di questa situazione, solo ora sia stata inviata la diffida, Brogialdi ha risposto sottolineando come la delicatezza del passaggio abbia richiesto, di concerto con un consulente legale, un’attenta preparazione e la raccolta di tutti gli elementi utili a evitare qualsiasi rischio.
Alla gara d’appalto avevano preso parte due raggruppamenti, uno composto da due realtà locali e uno formato dalle due cooperative di Caltanissetta e Milano. Queste ultime, pur avendo conseguito giudizi inferiori nella valutazione dei progetti dal punto di vista tecnico, avevano ottenuto l’affidamento grazie al maggior ribasso. La differenza fra le due offerte (di circa 25.000 euro in tre anni su un servizio alla fine affidato per 533.000 complessivi) aveva permesso di ribaltare il punteggio, pur spingendo la commissione giudicante a richiedere una verifica di congruità secondo le procedure che la legge prevede per le proposte che potrebbero configurarsi come troppo basse.





