Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha comunicato all’Unione dei Comuni la revoca di un finanziamento PNRR di 715mila euro. Lo ha riferito la presidente dell’ente, la sindaca di Caprese Michelangelo Marida Brogialdi, nel corso del Consiglio dell’Unione riunitosi ieri sera (31 luglio) in sala Ottorino Goretti a Sansepolcro per votare l’assestamento generale di bilancio.
Il finanziamento era relativo a un progetto di co-housing per persone con disabilità che è stato realizzato in via Aggiunti a Sansepolcro. “Un progetto – ha spiegato Brogialdi – che dal punto di vista edilizio è completato, mentre si tratta ora di finire la parte relativa ai servizi”. Nel frattempo da Roma è arrivata però la doccia fredda: per motivazioni che ci riserviamo di approfondire, ma che sembrerebbero legate alla mancata produzione nei tempi previsti della completa documentazione necessaria, i 715.000 euro stanziati non arriveranno.
Per coprire questo ammanco, l’ente ha quindi provveduto a trasferire la stessa cifra nel fondo rischi passività potenziali prelevandola dall’avanzo di amministrazione: “Una cosa del genere non mi era mai successa”, ha commentato la presidente Brogialdi: ”Forse a Roma non si rendono conto di cosa voglia dire revocare dalla sera alla mattina un finanziamento di 715.000 euro a un ente piccolo come l’Unione montana dei Comuni, tra l’altro per un servizio tipicamente sociale. Speriamo che si ravvedano, comunque noi ci tuteliamo anche sotto il profilo legale”.
Mentre sono stati infatti avviati contatti con il Ministero per cercare una soluzione, eventualmente tramite una diversa fonte di finanziamento, l’Unione dei Comuni intende procedere anche per vie giudiziarie: “Nelle more dei tentativi in essere di ottenere ulteriori fondi, si profila un ricorso alla giustizia ordinaria, perché quello che ci sta succedendo è molto, molto grave. In attesa degli esiti, ci siamo cautelati accantonando queste risorse, senza per ora riconoscere un debito fuori bilancio. Fortunatamente avevamo un avanzo di amministrazione di oltre un milione di euro. Si può dire – ha chiosato Brogialdi – che l’avanzo di amministrazione ha salvato l’ente, altrimenti sarebbe stato un disastro”.
La questione è stata affrontata nel corso di una seduta particolarmente tribolata del consiglio dell’Unione montana. I lavori sono iniziati con notevole ritardo per la prolungata mancanza del numero legale, che ha costretto la presidente Brogialdi e il sindaco di Sansepolcro Innocenti a numerose telefonate per ottenere la connessione da remoto di un numero sufficiente di consiglieri. Alla fine, con sei persone in sala Goretti (compresi tre consiglieri di minoranza) e quattro collegate in videoconferenza, si è raggiunto il minimo di legge di 10 membri sui 19 complessivi dell’assise.
Questo ha permesso di votare atti decisivi di bilancio che erano in scadenza proprio ieri, fra cui l’assestamento che comprendeva il citato accantonamento dei 715.000 euro. L’atto ha ricevuto 7 pareri favorevoli e l’astensione dei tre consiglieri di minoranza, che hanno comunque garantito il numero legale. “Per fortuna c’è l’avanzo di amministrazione”, ha commentato nel proprio intervento in merito il consigliere del PD di Sansepolcro Filippo Polcri, “ma si tratta comunque di una somma che non potrà essere utilizzata per altre attività” e di un episodio “che ha un impatto importante e non può passare inosservato. Sul perché il finanziamento non sia stato erogato immagino che farete un audit”, ha detto, “ma apprendere queste cose senza essere stati minimamente coinvolti significa svilire il ruolo del consigliere. Oggi abbiamo assistito a delle difficoltà oggettive anche in termini di presenze, quindi o diamo valore al consiglio e lo rendiamo partecipe, oppure non si può dare per scontato che si venga e si alzi la mano riguardo a processi a cui non diamo alcun contributo”, ha concluso Polcri.
Sulla stessa linea il consigliere di minoranza di Badia Tedalda Telio Barbieri: “Io sono all’opposizione nel mio Comune”, ha detto, “poi qui ci troviamo a votare tutti insieme, ma se c’è una collaborazione ci dovete coinvolgere, altrimenti non è una gestione unitaria ma la gestione di una parte politica”. Barbieri ha quindi sottolineato di aver garantito il numero legale “per senso di responsabilità” e “per rispetto” verso la presidente, lanciando al contempo due proposte: quella dell’invito alle riunioni di Giunta (riservate ai soli sindaci) a un consigliere di minoranza senza diritto di voto, e quella del superamento della rotazione biennale dei presidenti dell’ente montano per passare a mandati quinquennali.
Proprio a tal proposito va ricordato che in autunno scadrà l’incarico alla guida dell’Unione della sindaca di Caprese Michelangelo. Si completerà così il primo ciclo completo in cui tutti i sindaci (dei sei Comuni dell’ente, di cui non fa parte Pieve Santo Stefano) avranno ricoperto il ruolo di presidente. Al vertice dell’Unione tornerà a quel punto il primo cittadino di Sansepolcro.





