Sanità umbra: scontro politico sui rapporti con il privato accreditato

Le opposizioni parlano di “privatizzazione e liste d'attesa fuori controllo”, la Giunta regionale replica: “Continuità, ma con nuovi vincoli a tutela del pubblico”

Nel pieno del ponte di Ferragosto, la sanità torna al centro del dibattito politico umbro. Al centro della discussione c’è la delibera n. 825 approvata dalla Giunta regionale il 13 agosto, che definisce gli accordi contrattuali e i tetti di spesa per l’acquisto di prestazioni sanitarie da strutture private convenzionate. Un atto tecnico ma dal forte impatto politico, che ha subito scatenato critiche da parte dei gruppi di opposizione di centrodestra e civici, seguite da una replica dettagliata della presidente Stefania Proietti e della direttrice regionale alla salute Daniela Donetti.

Le accuse delle opposizioni

I consiglieri regionali di opposizione – tra cui la ex presidente Donatella Tesei e i colleghi Enrico Melasecche, Eleonora Pace, Paola Agabiti, Matteo Giambartolomei, Laura Pernazza, Andrea Romizi e Nilo Arcudi – hanno diffuso una nota molto dura parlando di un “atto che spiana la strada alla privatizzazione della sanità”. Secondo gli esponenti del centrodestra, la delibera autorizzerebbe le Aziende sanitarie umbre a stipulare convenzioni con strutture private accreditate per attività diagnostica, visite specialistiche e anche interventi chirurgici, aprendo la porta a un ampliamento del ruolo del privato “nel tentativo disperato di arginare le liste d’attesa ormai fuori controllo”.

Secondo gli stessi consiglieri, si tratterebbe di una “contraddizione politica evidente”, dopo che in campagna elettorale le forze ora al governo regionale avevano accusato la Giunta Tesei di voler “svendere” la sanità pubblica. “Il budget per il privato – scrivono – è lo stesso del 2024, ma con un potenziale aumento fino al 10% nel settore dell’ortopedia, dove il pubblico è in difficoltà. In più, le liste d’attesa non sono diminuite: erano 44.000 a settembre 2024, sono diventate 88.000 a giugno 2025”.

La replica della presidente Proietti

Nel pomeriggio, è arrivata la risposta della presidente Proietti e della direttrice Donetti, che hanno definito le critiche “strumentali” e privo di fondamento il riferimento alla privatizzazione. Secondo la Giunta regionale, l’atto approvato il 13 agosto “mantiene gli stessi tetti di spesa in vigore da anni, senza alcun aumento rispetto al passato, ma introduce per la prima volta vincoli e criteri qualitativi precisi”. In particolare, le prestazioni erogate dal privato accreditato – spiegano – saranno vincolate agli obiettivi regionali e non più lasciate alla libera scelta, con l’obbligo di destinare almeno il 10% del budget alla chirurgia ortopedica di alta complessità, settore oggi critico sul fronte della mobilità passiva.

“Non c’è nessuna estensione del ricorso al privato – sottolinea Proietti – ma semmai una sua regolamentazione più stringente rispetto al passato, quando il privato agiva su volumi storici di budget non sempre legati alle reali necessità della collettività”. La delibera, secondo la presidente, segna “una discontinuità rispetto al modello precedente” e rappresenta “il primo passo per riportare sotto controllo un sistema sanitario in sofferenza”.

La Giunta rivendica inoltre di aver avviato nuove assunzioni (711 nuove professionalità entro fine anno) e di stare lavorando a un nuovo Piano Socio Sanitario regionale, con l’obiettivo dichiarato di “ridurre progressivamente il ricorso ai servizi in convenzione”.

POPOLARI

- Partecipanti sostenitori -spot_img
spot_img

Indaghiamo, raccontiamo, approfondiamo

Supporta l'informazione locale: dona il tuo 5x1000 a Fondazione Progetto Valtiberina

- Partecipanti sostenitori -spot_img
- Partecipanti sostenitori -spot_imgspot_img