San Giustino, pensionamento di un medico: Belloni e Marchetti contro la Regione

Gli esponenti della Lega parlano di “incapacità di programmare” e di “Alta Valle del Tevere dimenticata”

L’imminente pensionamento (31 luglio) di uno dei quattro medici di medicina generale in servizio nel territorio di San Giustino ha provocato le critiche del consigliere comunale di minoranza Corrado Belloni, poi rilanciate dal deputato leghista Riccardo Augusto Marchetti.

“Per la seconda volta in appena due anni”, fa notare Belloni, “San Giustino si trova ad affrontare la medesima emergenza sanitaria. Una situazione inaccettabile, che è il risultato della negligenza di una classe dirigente incapace di programmare e figlia di una fallimentare politica sanitaria regionale targata Stefania Proietti”.

Per l’ex candidato a sindaco “1.100 assistiti rischiano di rimanere senza medico di famiglia, dal momento che gli altri tre medici presenti hanno già raggiunto il numero massimo di pazienti consentito. È possibile che, ancora una volta, non si sia stati capaci di programmare un pensionamento noto da tempo?”, dice Belloni, che pone l’accento anche sulla chiusura della continuità assistenziale a San Giustino nella giornata di ieri, domenica 19 luglio, con il servizio garantito solo a Città di Castello.

“Questo – commenta Marchetti – è solo l’ultimo episodio di un progressivo isolamento dell’Alta Valle del Tevere, un’area strategica per l’Umbria sotto il profilo economico, produttivo, storico e sociale che continua a essere dimenticata dalla Regione. Dalla sanità ai servizi, passando per le infrastrutture e le politiche di sviluppo, le criticità si moltiplicano senza che arrivino risposte concrete”.

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