Nessun nuovo medico di medicina generale ha dato disponibilità per coprire l’ambito carente di San Giustino dopo la cessazione dell’incarico del dottor Brunero Giovagnini, prevista dal 1° agosto. La Usl Umbria 1 assicura però di aver attivato tutte le procedure previste dall’Accordo collettivo nazionale della Medicina Generale e di aver messo in campo le misure organizzative necessarie per garantire la continuità dell’assistenza sanitaria nel territorio comunale.
La nota dell’azienda sanitaria è arrivata nel tardo pomeriggio di mercoledì 29 luglio, poche ore dopo un nuovo intervento della Lega Umbria. Il segretario regionale Riccardo Augusto Marchetti e il consigliere comunale Corrado Belloni erano tornati ad attaccare Regione e azienda sanitaria, parlando di “700 cittadini senza medico” e di una situazione gestita, a loro giudizio, senza adeguata programmazione.
Secondo Marchetti e Belloni, infatti, “nessuna soluzione è stata individuata, nessun nuovo medico di medicina generale è stato trovato” e la risposta sarebbe quella di “scaricare il problema sugli unici tre medici rimasti, saturando ulteriormente i loro ambiti assistenziali”. Gli esponenti della Lega hanno collegato il caso anche al tema più generale della carenza di medici nelle aree di confine dell’Alta Valle del Tevere, chiedendo alla presidente della Regione Stefania Proietti “soluzioni strutturali, incentivi per rendere attrattive le aree di confine, una programmazione seria dei pensionamenti e un confronto vero con i medici di medicina generale”.
La Usl Umbria 1, pur confermando che non è stato individuato un nuovo professionista disponibile, ricostruisce in modo diverso il percorso seguito. L’azienda spiega che già nel mese di aprile 2026, nell’ambito della procedura regionale di pubblicazione degli ambiti carenti della medicina generale, erano state individuate per il Comune di San Giustino cinque zone carenti, riferite sia agli incarichi a ciclo di scelta sia agli incarichi ad attività oraria.
Quella procedura, precisa la Usl, “non ha consentito di individuare alcun professionista disponibile, neppure tra i medici in formazione specifica in medicina generale”, confermando la difficoltà nel reperimento di medici di assistenza primaria.
Dopo l’esito negativo della pubblicazione degli ambiti carenti, l’azienda sanitaria afferma di aver attivato anche la procedura di interpello per il conferimento di un incarico provvisorio, rivolta ai medici inseriti nella graduatoria aziendale. Anche questo passaggio, però, si è concluso senza disponibilità.
“Esauriti senza esito tutti gli strumenti ordinari previsti dall’Acn”, il Distretto Alto Tevere, d’intesa con la direzione aziendale, ha quindi attivato ulteriori misure organizzative. In particolare, è stato chiesto ai medici di assistenza primaria dell’Aft di San Giustino che avevano scelto l’autolimitazione del massimale di incrementare volontariamente il numero degli assistiti fino ai limiti consentiti dalla normativa.
Secondo quanto comunicato dalla Usl, grazie alla disponibilità della dottoressa Giulia Galeotti sarà possibile ampliare la capacità assistenziale di ulteriori 300 assistiti. Un altro medico avrebbe inoltre manifestato disponibilità ad aumentare il proprio massimale.
L’azienda sanitaria riferisce anche di aver coinvolto i medici dell’Aft di Città di Castello, chiedendo la disponibilità ad aprire un secondo ambulatorio nel Comune di San Giustino come misura straordinaria per mantenere la prossimità del servizio ai cittadini. Questa iniziativa, tuttavia, “non ha trovato adesioni”.
La Usl fornisce poi una fotografia della situazione degli assistiti del dottor Giovagnini. Alla data del 29 luglio, circa un terzo avrebbe già individuato un nuovo medico nel Comune di San Giustino; un altro terzo potrà essere accolto nei posti ancora disponibili nello stesso Comune; i restanti cittadini potranno esercitare il diritto di libera scelta rivolgendosi ai medici operanti nel vicino Comune di Città di Castello.
La situazione, secondo l’azienda sanitaria, è riconducibile alla “più generale e nota carenza di medici di medicina generale”, un fenomeno che riguarda diversi territori a livello nazionale. La Usl rivendica di aver attivato “tutte le procedure e le misure organizzative previste dall’Acn”, nella ricerca di possibili soluzioni.
Il caso resta comunque aperto, soprattutto sul piano della prossimità del servizio. La direzione del Distretto Alto Tevere annuncia che continuerà a monitorare quotidianamente l’evoluzione della situazione, con particolare attenzione ai cittadini più fragili. È già stato programmato anche un confronto specifico con le organizzazioni sindacali della Medicina Generale, con l’obiettivo di valutare ulteriori iniziative organizzative per rafforzare l’assistenza primaria nel territorio di San Giustino.





