Antonella Bundu, candidata alla presidenza della Regione Toscana per la lista Toscana Rossa, ha visitato questa mattina la Valtiberina, facendo tappa a Pieve Santo Stefano e Sansepolcro.
Ai microfoni di TTV.it l’ex consigliera comunale di Firenze ha toccato vari argomenti, a partire dalla necessità di una maggiore attenzione per i territori periferici: “Per quel che riguarda tantissimi temi direttamente in capo alla regione, come la sanità, che forse è il più sentito in assoluto, il diritto alla mobilità, il diritto allo studio, pensiamo di poter portare delle ricette che possano rendere meno disomogenea la Toscana”, ha detto Bundu. “Invece di fare grandi opere faraoniche cerchiamo di mettere in sicurezza le strade nei territori, cerchiamo di mettere mano al dissesto idrogeologico anziché concentrarsi su altri tipi di percezione della sicurezza”.
La candidata dell’unica lista al di fuori delle coalizioni di centrodestra e di centrosinistra ha inoltre sottolineato che “da troppo tempo, da cinque anni, in consiglio regionale manca una voce di sinistra, e anche per questo è importante darci la fiducia non sulla base di promesse elettorali dell’ultimo minuto, ma vedendo quello che i candidati e le forze politiche che compongono la lista hanno fatto in questi anni, in alcuni luoghi all’interno dei consigli comunali e in altri in piazza, davanti alle fabbriche, davanti agli ospedali”.
Bundu ha parlato anche della grande mobilitazione intorno alla questione palestinese: “Si capisce che dal basso si possono cambiare i rapporti di forza; laddove i nostri governi, a livello nazionale ed europeo, non reagiscono a un genocidio in corso, la gente sente di dover dare una spinta ulteriore. Non è vero che scendere in piazza non serve a niente, serve perché possono cambiare le azioni dei governi”, ha detto.
L’esponente di sinistra, ricordando le tantissime persone che hanno partecipato alle manifestazioni in Toscana e nel resto d’Italia, ha quindi evidenziato che “non chiediamo solo di mettere fine al genocidio e di rilasciare le persone sequestrate della Sumud Flottilla, gli ostaggi di Hamas, i palestinesi nelle carceri israeliane, ma anche di andare verso la smilitarizzazione del territorio. Il territorio toscano, come tanti altri in Italia, purtroppo è pieno di basi Nato, di basi americane che stanno continuando ad aumentare. Non le vogliamo e non vogliamo le esercitazioni israeliane, così come siamo in disaccordo con Urso che propone di riconvertire le aziende in difficoltà, per esempio quelle dell’automotive, nella produzione di armi. Questo lo abbiamo visto succedere nella prima guerra mondiale e non vogliamo andare in questa direzione”, ha affermato la candidata.
“Costruire la pace smilitarizzando il territorio, anche per questo penso che la gente sia scesa in piazza”, ha detto Bundu, evidenziando che “c’è una nuova coscienza, sono scesi in piazza tanti giovani ma non solo, anche i disillusi. Non voglio collegarlo direttamente alle elezioni, non penso assolutamente che si traduca in un assalto alle urne, però sicuramente c’è tanta gente che ha visto chi era in piazza non solo ieri o ieri l’altro e chi è arrivato con le bandiere due giorni fa”.
Un riferimento anche al centrosinistra, più esplicito con l’ultima notazione della candidata di Toscana Rossa: “Oggi la Commissione pari opportunità del comune di Firenze avrebbe dovuto discutere un atto di Sinistra Progetto Comune con cui chiedevamo di dare la cittadinanza onoraria all’osservatrice ONU Francesca Albanese. Invece la Commissione è stata annullata, evidentemente per dissidi interni al centrosinistra: noi non vogliamo più questa ambiguità quando si parla non solo della Palestina ma in generale”, ha concluso Bundu.





